Inter, non solo flop a gennaio: i migliori colpi ‘di riparazione’ nel post-Triplete. Due sono ancora in rosa

Inter, non solo flop a gennaio: i migliori colpi ‘di riparazione’ nel post-Triplete. Due sono ancora in rosa

Dopo il 2010 sono solo 6 i giocatori degni di nota acquistati a gennaio

di Paolo Messina

Le trattative fatte con guanti e sciarpe difficilmente portano grandi colpi di mercato e giocatori pronti a aumentare sensibilmente il livello della rosa. L’Inter non andrà a sfruttare la sessione appena iniziata per investire pesantemente e stravolgere la squadra allenata da Spalletti. A meno di grandi e clamorose cessioni, i nerazzurri non subiranno cambiamenti sostanziali. La storia del mercato ci riporta, però, a degli acquisti interisti degni di nota nella finestra di riparazione. Soffermandoci sull’era moderna e restringendo il campo al post triplete del 2010, sono sei i giocatori approdati a Milano a gennaio che hanno sensibilmente lasciato il segno.

BROZOVIC Tuttora agli ordini di mister Spalletti, Brozovic è arrivato il 26 gennaio del 2015 dalla Dinamo Zagabria. Il croato è diventato nel corso della passata stagione un insostituibile. Prima, il periodo di  ambientamento e le montagne russe per quanto concerne le prestazioni, poi il ruolo definitivo di regista basso e la maturità ottenuta nell’ultimo periodo. Fare a meno di EpicBrozo è complicato. E pensare che non molto tempo fa, il calciatore era con le valige in mano, pronto ad approdare all’Atletico Madrid.

D’AMBROSIO – Altro giocatore presente nella rosa attuale è il terzino italiano. Prelevato dal Torino nel 2014, è stato accolto con una certa indifferenza. Serviva un giocatore in quel ruolo, ma in molti ipotizzavano potesse interpretare solo una comparsa nello scacchiere nerazzurro. Con forza e duro lavoro, D’Ambrosio s’è ritagliato un posto tra i titolari con una certa stabilità e al momento offre decisamente più garanzie rispetto agli altri compagni di reparto. La sua crescita è decisamente esponenziale. In questi casi, l’acquisto non è un botto ma sicuramente è lungimirante.

RAFINHA – Passando a chi non indossa più la casacca nerazzurra, arriviamo all’ultimo in ordine di tempo: Rafinha. Prelevato dal Barcellona nella passata sessione di riparazione, il centrocampista ha dato un grosso contributo per il ritorno in Champions. Serviva l’uomo in più a centrocampo, in grado di tessere le trame del gioco e spezzare il pressing avversario con giocate singole. Il rimpianto per non averlo riscattato, causa FPF, è stato un colpo al cuore di tutti i tifosi nerazzurri, vista l’empatia creata fin da subito. La speranza è l’ultima a morire e in fondo molti sostenitori sognano che le strade del calciatore e dell’Inter possano nuovamente incontrarsi. L’ultima apparizione degna di nota prima dell’infortunio è stata proprio contro i nerazzurri in Champions League, con quel gol amaro.

KOVACIC – Altro rimpianto è senza ombra di dubbio il croato. Arrivato dalla Dinamo Zagabria nel 2013, il centrocampista non ha mai trovato il ruolo adatto per incidere fino in fondo. I colpi da grande giocatore li ha proposti, ma la continuità è sempre mancata. La sua cessione è stata, comunque, positiva e rilevante. Acquistato a 13 milioni complessivi, è stato rivenduto al Real Madrid per 22 milioni. Adesso al Chelsea, Kovacic sta provando a farsi largo tra le gerarchie del buon Sarri.

GUARIN – Dalla Croazia alla Colombia il passo è breve. Approdato in nerazzurro dal Porto nel 2012, il suo impatto è stato assolutamente positivo. In stagioni di transizione dove la storia non è stata fatta, il contributo del potente centrocampista ha fatto la differenza. 141 partite e 40 assist dopo, il calciatore viene ceduto in Cina. Il suo rendimento non era più all’altezza di un’Inter che doveva necessariamente spiccare il volo. Tutt’oggi non ha mai nascosto la sua volontà di tornare, un giorno, a vestire i colori nerazzurri.

PAZZINI – Meno incisivo tra i sei, l’attaccante italiano era stato accolto dalla critica come uno dei calciatori pronti ad alzare il livello generale di una squadra, quella del 2012, in fase di alti e bassi non indifferenti. Il suo gol in Roma-Sampdoria, decisivo per le sorti del campionato 2010 e ricordato da tutti i tifosi, faceva pensare che la storia di Pazzini con l’Inter potesse essere roboante. 40 partite e soli 19 gol hanno, però, portato la società a concretizzare il famoso scambio con Cassano al Milan. Da lì in poi, la carriera del Pazzo, ha vissuto più ombre che luci.

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