La rinascita passa dal centrocampo: mancano idee e gol. Tante frecce all’arco di Spalletti, ma ora…

La rinascita passa dal centrocampo: mancano idee e gol. Tante frecce all’arco di Spalletti, ma ora…

Rafinha può dare la scossa, ma Spalletti si aspetta di più da Borja Valero e Gagliardini

di Marco Accarino, @AccarinoMarco

L’Inter deve rinascere dalle proprie ceneri e per quanto possa risultare difficile questa impresa, gli uomini nerazzurri sono chiamati ad una reazione d’orgoglio, come già auspicato recentemente da Luciano Spalletti. Proprio l’allenatore nerazzurro è ora chiamato a rivoluzionare non tanto negli 11 titolari la rosa, ma la mentalità dei propri giocatori. Troppa differenza tra l’Inter vista nel primo girone e quella di oggi: urge ritrovare la fantasia smarrita nel grigiore dell’inverno milanese. La forza per reagire potrebbe essere nascosta nel centrocampo nerazzurro che a gennaio ha abbracciato Rafinha e che ora, dopo la vittoria contro il Benevento, dovrà provare a riprendersi la scena a partire dal match contro il Milan. Logico aspettarsi tanto dal brasiliano ex Barcellona ma le sue condizioni fisiche ad oggi non sembrano essere sufficienti a poter garantire un impegno costante per tutta la durata del match, ed è per questo che Spalletti potrebbe decidere di lasciarlo (almeno inizialmente) in panchina. Sicuro di una maglia da titolare, come sempre in stagione, è invece Matias Vecino: l’uruguayano è il centrocampista che ha segnato di più in rosa dopo Marcelo Brozovic con due sigilli personali, ma anche lui è alla ricerca di una condizione atletica accettabile dopo le opache prestazioni messe in campo ultimamente. Bisognerà poi capire qual è la tenuta mentale del numero 77 croato ormai sempre più verso la rottura definitiva con la tifoseria del Biscione: dall’uscita dal campo tra i fischi di Inter-Bologna in poi Brozovic è sempre stato beccato dai propri tifosi. Capitolo Gagliardini: lo scorso anno dopo l’approdo a Milano sembrava destinato a diventare il padrone del centrocampo nerazzurro, ma in questa stagione troppe volte le sue prestazioni non sono state eccellenti e così, col passare del tempo, è finito in panchina. Troppe distrazioni con la palla tra i piedi, pochi inserimenti e fase difensiva decisamente rivedibile. Chiude il cerchio delle frecce a disposizione di Spalletti lo spagnolo Borja Valero, uomo arrivato a Milano per via del pressing del mister toscano sulla dirigenza: dopo il turno di riposo fatto contro il Benevento il numero 20, per esperienza e qualità, dovrà necessariamente essere l’uomo in grado di dettare i tempi della manovra di gioco come avvenuto da agosto a dicembre. Mancano sempre meno giorni alla chiusura del campionato italiano e già da questa settimana è partita la mission impossible nerazzurra: ritornare grandi sfruttando al meglio il proprio centrocampo.

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