Djorkaeff: “Io via? Per forza, Lippi era Juventino, e quel gol alla Roma…”

Djorkaeff: “Io via? Per forza, Lippi era Juventino, e quel gol alla Roma…”

Ai microfoni di Inter Channel, la leggenda neroazzurra Youri Djorkaeff, ricordato da tutti i tifosi per lo splendido gol in rovesciata alla Roma nel ’97, racconta i principali episodi della sua carriera all’Inter. “Klinsmann, che giocava con me al Monaco e arrivava dall’Inter, mi porta a vedere un derby. Bellissimo. San Siro è uno stadio da calcio. Tutte le immagini che arrivavano dall’Italia erano di stadi con la pista intorno, San Siro era differente, era la cattedrale del calcio“. Queste le parole del francese che fanno capire come rimase colpito dall’ambiente ancor prima di approdare nella squadra neroazzurra.

Nell’intervista non può certo mancare una riflessione sul suo gol storico contro la Roma al suo primo anno in neroazzurro nel ’97: “Sono momenti da interisti, perché è un gol che fa ancora oggi il giro del mondo, si vede San Siro, la maglia dell’Inter, la Curva Nord e i compagni. Sulla tessera dell’abbonamento dell’anno successivo c’è la foto della rovesciata, quando vengo in Italia non tiro fuori il passaporto, tiro fuori l’abbonamento“.

Youri non si lascia scappare nemmeno delle bellissime parole per il “Fenomeno”, Ronaldo: “Prima di comprarlo ne abbiamo parlato con Massimo Moratti. Lui è venuto ad Appiano Gentile e mi ha detto che c’era la possibilità di acquistare Ronaldo, ma voleva il mio parere. Gli ho detto: compralo subito. Sarà un giocatore che porterà la squadra a un altro livello, abbiamo bisogno di giocatori così“.

La nota dolente arriva quando si parla di Marcello Lippi, allenatore che causò il suo addio all’Inter nel ’99: “Lippi è arrivato all’Inter e io ho capito subito che non sarebbe andata bene. Per me Lippi aveva troppo una faccia da Juve, come poteva fare il nostro allenatore? Ho preferito defilarmi subito per non creare problemi e così me ne sono andato. Ho avuto grandi offerte da tanti club italiani, ma per me in Italia ci poteva essere solo una squadra. L’Inter, e basta”.

Infine Djorkaeff fa anche una riflessione sulle future generazioni neroazzurre e su quanto sia difficile indossare la maglia neroazzurra: “La maglia dell’Inter non è facile, bisogna capirne tutta la storia. È una cosa che si merita, si deve portare questa maglia con umiltà, se non c’è quella puoi fare bene per una partita, due, se sei fortunato tre, ma non una stagione intera“.

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