Icardi: “La fascia da capitano? Ha deciso Mancini. Vi spiego la mia esultanza…”

Icardi: “La fascia da capitano? Ha deciso Mancini. Vi spiego la mia esultanza…”

La seconda parte dell’intervista (qui la prima parte) rilasciata da Mauro Icardi continua ad essere ricca di argomenti e temi caldi.

Queste le parole di Maurito riportate da El Grafico: 

Zanetti ti ha dato consigli?

“Ti dico la verità: non abbiamo mai parlato della fascia o di questioni simili. So che Pupi mi vuole molto bene e anche io ne voglio a lui. Se un giorno avrò bisogno di un consiglio, non esiterò a chiedertelo perché lui sarà sempre disponibile”.

Tu e Zanetti siete capitani con profili molto differenti, è raro…

“Si parla molto di me perché evidentemente ai media fa comodo e anche loro avranno benefici da ciò. Ma è sicuro che quelli che parlano non mi conoscono, quelli che lavorano o vivono con me hanno un’immagine completamente diversa da quella che viene venduta da loro. Tutti coloro che mi conoscono veramente sanno di che pasta sono fatto e quali sono i miei valori. La verità? Questo mi basta e mi appaga”.

Guardando lo stadio dalle sedie sulla terrazza della vostra casa, immagini i gol che vuoi ottenere?

“Immaginarli no, ti dico la verità, ma la prima cosa che vedo dalla finestra di casa mia appena mi sveglio è proprio San Siro”.

Hai deciso di vivere vicino allo stadio, come quando a Barcellona vivevi a La Masia?

“Cercavamo una casa da comprare e la verità è che questa era perfetta perché ha gli spazi di cui abbiamo bisogno per la famiglia. Ci sono piaciuti molto anche lo stile e le decorazioni e poi il panorama ha aiutato moltissimo nella nostra scelta”.

Allo stadio ci vai a piedi?

“Allo stadio vado in macchina, anche se siamo vicinissimi”.

Che tipo è Mancini?

“Con lui ho un buon rapporto anche se ci sono momenti in cui è necessario alzare la voce per sottolineare un certo rigore e serietà. E’ il suo modo per tenere il gruppo compatto”.

Chi ha deciso che fossi tu il capitano? Il tecnico o i tuoi compagni?

“Decisione di Mancini che si è confrontato con la società che ha potuto contare sull’approvazione da parte del gruppo. Rappresenta un grande passo in avanti per la mia carriera”.

La fascia da capitano con il nome di Zanetti l’avete decisa voi o il club?

“E’ stata decisa da me e Wanda, l’abbiamo scelta per il derby. Un modo per rendere omaggio a Zanetti, un idolo per tutti noi”.

Deve pesare una tonnellata quella fascia, non puoi permetterti errori.

“Sono una persona che commette pochi errori in campo, a dir la verità sono molto freddo e non soffro la pressione per la fascia e nemmeno per il numero che porto”.

Icardi che si scalda con i tifosi fa parte del passato?

“Quello che successe l’ho spiegato varie volte, il problema fu perché scambiò la maglia con un bimbo e non con un tifoso. Ma ho sempre creduto che la felicità di un bambino vada oltre ogni risultato”.

Quando cominciasti a esultare come Topo Gigio?

“Quando segnai il mio primo gol in Serie a nel derby di Genova, con la maglia della Sampdoria, e lo feci per incentivare i tifosi a urlare più forte, poi diventò la mia esultanza preferita”.

Mauro, hai mai pensato che Sabella ti abbia convocato solo per blindarti alla Nazionale argentina e niente più?

“Non mi è mai passato per la mente di giocare per un altro paese che non fosse il mio. E se Sabella ha pensato di fare così, ne sono felice perché ha realizzato il mio sogno di giocare per l’Argentina. Fu difficile per me quella convocazione perché avevo problemi con la pubalgia e ho potuto giocare solo pochi minuti, ma credo di aver comunque dimostrato di essere pronto per giocare in Nazionale, anche se sono consapevole del fatto che in Argentina ci sono i migliori attaccanti del mondo. Ma sono ancora giovane, avrò le mie opportunità”.

Ti sei mai pentito di non aver scelto l’Italia?

“Per niente; son felice dell’interesse dell’Italia, ma come ho detto sono argentino e ho sempre voluto giocare nel mio Paese”.

Ti infastidisce non vedere il tuo nome nelle liste dei convocati?

“In verità sono molto tranquillo, non dispero. Quando arriverà la lista dei convocati col mio nome sarò felice, ma nel frattempo continuo a lavorare per la mia squadra, dove devo dimostrare il mio valore giorno dopo giorno”.

Come hai preso le parole di Gerardo Martino sulla tua esposizione mediatica?

“In realtà me ne accorgo ora con voi di questa notizia…penso che ogni giocatore della nazionale e dei grandi club sia mediatico, essere un calciatore famoso e riconosciuto ti porta inevitabilmente a questo. Quando Martino penserà di convocarmi lo farà. In caso contrario andrà bene uguale. L’ho conosciuto alla partita della Pace organizzata da Zanetti e mi è sembrato un’ottima persona”.

Sei rimasto in contatto con Messi?

“A Barcellona abbiamo mangiato diverse volte insieme, l’ultima volta lo vidi alla festa di Dolce e Gabbana”.

Hai come obiettivo il riuscire a cambiare l’immagine che hanno di te in Argentina?

“Non cerco l’approvazione della persone, faccio quello che sento di fare e quello che voglio in ogni momento della vita”.

Il fatto di non aver rispettato il “codice” con un compagno ha creato questa immagine di te che devi sopportare mal volentieri. Come ti poni di fronte a questa situazione?

“Nessuno conosce la realtà di ciò che è successo. Codici? questi codici di cui si parla non sono scritti da nessuna parte. Le mie priorità nella vita son diverse dai commenti degli ignoranti che nemmeno mi conoscono; sono sicuro è che i miei codici iniziano in casa, rispettando la mia famiglia. E questi cosiddetti codici mi hanno portato a essere quello che sono, e continuerò così, per tutta la mia vita”.

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