Julio Cesar: “L’addio all’Inter è stato difficile. Grazie interisti, vi porto nel cuore”

Julio Cesar: “L’addio all’Inter è stato difficile. Grazie interisti, vi porto nel cuore”

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Julio Cesar l’Acchiappasogni, così lo chiamano tutt’ora i tifosi dell’Inter, in una commovente intervista non smette di ringraziare l’ambiente nerazzurro e in particolar modo i tifosi che non l’hanno mai abbandonato: Ricordo lo striscione ‘la maglia che hai onorato, non sarà mai dimenticata’. Quando l’ho letto davvero ho sentito di andare via avendo compiuto il mio dovere, perché i tifosi mi sono sempre stati vicini nei momenti belli, ma soprattutto nei momenti difficili per un portiere. Per esempio quando ho fatto un errore, quando ho sbagliato una partita, loro sono stati sempre al mio fianco. Se sono diventato quello che sono diventato con l’Inter in Europa e nel mondo è in buona parte anche grazie ai tifosi interisti”.

L’addio all’Inter è stata una sofferenza per tutti quanti e l’ex portiere nerazzurro ha ancora la “ferita aperta”: “Dire addio a Milano è stato difficile per me, molto difficile, perché mi sono passati per la testa tutti i momenti in cui ho vissuto con la ‘famiglia-Inter’. Quando dico famiglia parlo in generale, mi riferisco al presidente, ai direttori, ai compagni di squadra, a coloro che lavoravano alla Pinetina, ai tifosi soprattutto, perché penso che nella mia carriera di calciatore sono stati i momenti più belli. Oggi quello che posso dire sul mio addio è che anche io, dico la verità, non ho capito molto bene cosa sia successo. Sono andato dal presidente Moratti, gli ho detto tutto quello che avevo da dire, ci siamo chiariti e penso che sia stato un colloquio di 10-15 minuti. La cosa importante è che sono andato via consapevole di aver lasciato una porta aperta. Questo l’ho imparato da piccolo da mia mamma.

Julio sarebbe stato disposto a giocarsi il posto da titolare con Handanovic: “Fare il secondo di Handanovic sarebbe stata davvero una cosa difficile per me, perché ho altri obiettivi da raggiungere, per esempio giocare il Mondiale a casa nostra, in Brasile, e se resto in panchina diventa più difficile essere chiamato dalla Nazionale. Però ho dato l’opportunità anche all’Inter, ho detto che nel mio contratto non c’era scritto che dovevo essere titolare, me la volevo giocare con lui, ma non mi hanno dato neanche questa possibilità. Quello che hanno detto è che io non facevo più parte del progetto dell’Inter, loro volevano un?altra cosa. Ho rispettato la loro scelta e ho cominciato a cercare un?altra strada.

Nonostante tutto, l’Acchiappasogni è felice della nuova avventura intrapresa in Inghilterra: “Penso di aver trovato una strada bellissima, come tutti sanno, ovvero andare a Londra a giocare nel QPR e penso che sia andata bene sia a me che all’Inter. Ho fatto la scelta giusta. Penso che tornerò grande, perché adesso ho delle nuove motivazioni, un nuovo calcio. Voglio farmi vedere da vicino in Inghilterra, e credo di avere tante cose ancora da raggiungere.

L’intervista rilasciata a SkySport in occasione della trasmissione “I Signori del Calcio” si conclude con un elogio a Mancini: “Roberto Mancini è stato il mio ‘papà’ in Europa. Lui mi ha considerato subito titolare, ha dimostrato da subito di avere fiducia nel mio lavoro. Quando ho capito bene cosa si aspettava da me, ho pensato ‘adesso devo solo lavorare e ripagare questa fiducia’. Con me ha fatto una scommessa e direi che ha vinto alla grande.

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