Ausilio a Mediaset: «Stasera errori indegni dell’Inter e della Serie A»

Ausilio a Mediaset: «Stasera errori indegni dell’Inter e della Serie A»

Dopo Javier Zanetti, anche Piero Ausilio si è trovato di fronte alle domande di Mediaset Premium e ha dato a sua volta la sua lettura del match: «La sconfitta fa male ma va anche contestualizzata. Bisogna ricordare dove e con chi abbiamo giocato. A Torino hanno perso anche il Napoli, la Roma, la Fiorentina e mi sembra anche il Milan, a memoria. Non è una giustificazione che abbiano perso qui anche le altre, noi avremmo voluto fare un risultato diverso, è vero, però non sono questi i punti che mancano all’Inter. I punti che ci mancano sono quelli persi in altre occasioni, in casa e contro squadre senz’altro prive della forza e dell’organizzazione della Juve. Quel che mi dispiace riguardo alla partita di oggi è che, a parte i primi dieci minuti, nei quali ci siamo fatti sorprendere anche a causa di qualche scivolata di troppo (penso soprattutto a Murillo) e quindi abbiamo provato a fare qualche regalo agli attaccanti della Juve, abbiamo fatto un buonissimo primo tempo, mentre invece non mi è piaciuto per niente quel che s’è visto a inizio ripresa e quel che è successo in occasione del gol è qualcosa che in Serie A non si dovrebbe vedere».

Sui frequenti cambi di modulo di Mancini, il DS nerazzurro non dà segni di preoccupazione: «Se più di questo è impossibile ottenere dalla rosa? Mah, io penso che i sistemi nel calcio c’entrano poco. Molto di più contano l’atteggiamento e la personalità con cui si interpretano. Oggi si sono fronteggiate due squadre che almeno all’inizio adottavano lo stesso identico sistema ma se, con Alex Sandro e Lichtsteiner, costringi i nostri esterni a rimanere bassissimi è solo un discorso di atteggiamento, qualità e iniziativa, non di modulo. Alla fine c’erano delle contrapposizioni in campo, tanti uno contro uno e qualche duello avremmo anche voluto vincerlo».

Nonostante si sia chiuso quasi un mese fa, non è mancata una battuta su quella che è stata la sessione di calciomercato di gennaio scorso: «Il mercato? Le cose che abbiamo fatto quest’estate e poi a gennaio sono state sempre assolutamente concordate. Per quanto riguarda quel tipo di calciatore che dici tu (un centrocampista che aiuti la manovra, NdR), se devo essere sincero, non è che ne esistano molti in giro. Quei pochi, quasi unici, che ci sono non solo in Italia ma anche in Europa o sono inarrivabili o non erano sul mercato o costavano cifre irraggiungibili per noi in una finestra come quella di gennaio. Piuttosto che fare qualcosa tanto per fare abbiamo deciso di andare avanti coi giocatori che avevamo, Éder era stato individuato come rinforzo all’altezza per l’attacco e lo abbiamo preso».

Ausilio non s’è scomposto nemmeno quando è stato interpellato sulla corsa al terzo posto, attualmente deficitaria: «Qualificarci in Champions cambierebbe il nostro mercato, è naturale, ma allo stesso tempo una squadra che mira ad avere una progettualità importante non può dare per scontato che si entri facilmente in Coppa dei Campioni a fine anno. Tra l’altro noi, in Italia, diamo tutti per scontato che arrivando terzi si vada in Champions League ma questo non è vero perché, negli ultimi anni, se andiamo a guardare, quasi sempre la squadra arrivata terza poi ha perso i preliminari e non è riuscita a entrare davvero nella manifestazione. Sono sempre tutti molto ottimisti con questo terzo posto ma la verità è che bisogna lottare adesso ma poi anche dopo, il terzo posto non basta».

Infine, il direttore sportivo dell’Inter torna a parlare della partita e del modo di giocare della squadra: «Una squadra come l’Inter non può accontentarsi di Medel in cabina di regia? La considerazione ci può stare, ma io farei adesso dei ragionamenti diversi. Noi siamo questi e abbiamo fatto quel che si poteva. L’ho detto prima con estrema sincerità, in giro non c’è molto e i giocatori in grado di cambiarti il centrocampo sono pochi e tutti sanno chi sono: basta fare un piccolo ragionamento per capire che per noi erano impossibili da prendere. Nel calcio si può giocare anche in altri modi, non per forza con il regista e si può sopperire a quel tipo di mancanza grazie anche agli sforzi degli altri calciatori. Oggi avessimo avuto un regista non penso che avremmo vinto la partita, l’abbiamo persa perché siamo mancati in personalità, attenzione e concentrazione, specialmente quando siamo rientrati in campo. In questo momento e a questo livello non è ammissibile».

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