Juventus-Inter, parla il Fenomeno: “Il vero Ronaldo sono io. Nel ’98 fu una vergogna, ora Spalletti dia la carica giusta”. E su Suning…

Juventus-Inter, parla il Fenomeno: “Il vero Ronaldo sono io. Nel ’98 fu una vergogna, ora Spalletti dia la carica giusta”. E su Suning…

Il brasiliano non dimentica i trascorsi a Milano ed in Serie A

di Marco Accarino, @AccarinoMarco

La sua carriera non ha bisogno di presentazioni: il Fenomeno Ronaldo è stato uno dei calciatori migliori di tutti i tempi ed anche i tifosi dell’Inter possono vantarsi di averlo visto giocare prima che gli infortuni fisici lo limitarono e non poco negli ultimi anni di carriera. Il brasiliano si è concesso ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

RONALDO VS CR7 – “Il vero Ronaldo sono io. Molti ci paragonano ma siamo così diversi…Innanzitutto cambia l’età, ci sono 9 anni di differenza: il calcio è cambiato tanto, cambia velocemente. Non voglio dire che ai miei tempi era più difficile, ma abbiamo vissuto periodi diversi del gioco del calcio. Io quando arrivai in Italia avevo 20 anni ed avevo giocato con PSV e Barcellona, mi sentivo solamente un progetto di campione. Cristiano è arrivato a 33 anni, da campione fatto e finito. In più lui non avrebbe mai scelto la Juventus se essa non fosse una delle squadre più forti al mondo. Io dovevo aiutare l’Inter a diventare una grande squadra, me lo disse Moratti: ho ricordi molto nostalgici di quella squadra, era un bellissimo gruppo e ci divertivamo tantissimo. Non sarei obiettivo però se paragonassi quella Inter a questa Juventus a livello tecnico…Siamo diversi anche nell’interpretazione del ruolo, anche se ora lui gioca anche più centrale e vicino alla porta. La fame di gol ci accomuna”.

AUTOCRITICA –La sfortuna nella carriera di un calciatore non è quantificabile. Se Cristiano a 33 anni è arrivato a questo livello fisico, bisogna dargli ciò che è suo: non è semplice frutto della fortuna o un dono della natura. E’ uno dei pochi calciatori che ha grande cura del suo fisico in maniera maniacale. Non è la prima volta che faccio autocritica: la sua attitudine all’allenamento e la mia erano molto diverse, non voglio dire opposte. Lui si allena perché ama farlo, io mi allenavo perché dovevo: se lo avessi fatto anche io come lui…Ciò che pubblica dei suoi allenamenti non è autopubblicità, non è ruffianeria”.

PALLONE D’ORO – “Se fossi arrivato secondo sarei andato? Domanda provocatoria, ognuno segue la legge che vuole. Premio a Modric? I calciatori lo sanno: i Mondiali influenzano molto il risultato finale e la Croazia ha fatto meglio del Portogallo. Quello 1997 lo sento come un premio molto personale, perché nel 2002 fui aiutato dalla vittoria dei Mondiali con il Brasile. La premiazione a San Siro? Non ricordo nemmeno cosa ho mangiato oggi…(ride). Lo ricordo con emozione quel 4 gennaio del 1998, fu la prima sfida alla Juventus vinta da Moratti. Mi emozionai per lui”.

JUVENTUS-INTER – “Non sarà facile per Zhang Jr vincere la prima sfida contro i bianconeri alla prima da presidente. Sono molto forti loro, sono molto più forti di tutte le altre e sta succedendo esattamente quello che ci si aspettava ad inizio campionato. L’Inter sta recuperando terreno piano piano. Potrà accelerare dopo l’uscita dal FPF. Moratti-Suning paragone impossibile da fare, vivono tutto in modo diverso. L’unica cosa che li accomuna è la voglia di vincere. La partita di stasera dà più forza mentale che punti in classifica. Mi ricorda la sfida del ’98: noi eravamo in lotta per lo scudetto, questa Inter no, ma si può certificare stasera la voglia di crescita nerazzurra. L’Inter di Spalletti vada a Torino con coraggio poi come andrà andrà. La fine di quella partita d’aprile del 1998 la sappiamo tutti, ne abbiamo parlato tanto tante volte. Fu una vergogna e lo dissi subito, senza sapere cosa c’era sotto. La VAR? Se hanno deciso di usarla nei Mondiali e nella Champions League vuol dire che è qualcosa di buono, no? Non mi meraviglia che si sperimentò in Italia: vuol dire che qualche problemino c’era…”.

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