Keita, il tempo stringe: meno di due mesi per convincere l’Inter. Ma il prezzo…

Keita, il tempo stringe: meno di due mesi per convincere l’Inter. Ma il prezzo…

L’ex attaccante della Lazio sembra aver trovato a Milano il suo ambiente ideale. Nonostante quanto dimostrato in campo non sia ancora lo specchio delle sue capacità, Keita convince l’Inter anche per il carattere e l’attaccamento dimostrato finora

di Pietro Colacicco, @pietrocolacicco

Da quando è arrivato a Milano in estate, Keita Baldé Diao ha senza dubbio dimostrato grande professionalità e, perché no, anche un certo attaccamento alla maglia e alla causa nerazzurra. Basteranno, tuttavia, il buon rapporto coi compagni di squadra (vedi Icardi, ndr), le dichiarazioni motivazionali davanti ai microfoni e i 4 gol finora segnati – di cui uno decisivo contro l’Empoli – a convincere la società a sborsare 34 milioni a luglio? L’attaccante senegalese è infatti arrivato in nerazzurro dal Monaco con la formula del prestito con diritto di riscatto e si avvicina sempre più, per i dirigenti dell’Inter, il momento di mettersi davanti ad una scrivania e trattare col club francese. L’intenzione, stando a ciò che trapela dalla società, sarebbe quella di confermare il giocatore, ma la cifra pattuita è piuttosto alta per i bilanci attuali e questo potrebbe diventare un vero e proprio scoglio per il prosieguo di questa storia tra Inter e l’entourage di Keita.

Ed è proprio a proposito dell’entourage del giocatore la novità più succulenta degli ultimi giorni: Keita ha chiuso anticipatamente il rapporto col procuratore Roberto Calenda per passare alla scuderia di Federico Pastorello. Quest’ultimo è stato spesso un uomo chiave in casa Inter, attualmente legato contrattualmente ad Antonio Candreva (lo stesso proposto recentemente al Monaco per diluire proprio la trattativa per Baldé, ndr), ha lavorato negli ultimi anni anche con Samir Handanovic e Danilo D’Ambrosio. Inoltre, come se non bastasse, ha ricoperto un ruolo da intermediario dalle trattative poi sfumate per Malcom e Carrasco. È chiara, dunque, alla luce di questa decisione di cambiare il procuratore, l’intenzione dello stesso giocatore di voler fare un passo verso l’Inter.

pastorello keita

 Ma qual è il bilancio di questi primi 7 mesi di Keita all’Inter? Il senegalese, nato ad Arbúcies, ha collezionato finora 20 presenze, ma sono poche le volte in cui è riuscito ad esprimersi nel suo ruolo originale, ovvero quello di ala sinistra. Non trovando mai la giusta continuità, anche a causa degli infortuni, non ha avuto modo di convincere il tecnico che il titolare in quel ruolo potesse essere lui e non un quasi mai brillante Ivan Perisic. Ma non si è certo scoraggiato, Keita, e si è fatto trovare pronto quando c’è stato bisogno di fare da punta centrale (che, come si è visto contro la Lazio, non è un ruolo che gli si cuce benissimo addosso, ndr) oppure quando a partita in corso ha dovuto correre, a partita in corso, sulla fascia opposta alla sua.

Nonostante ciò che si è è visto in campo sia probabilmente ancora troppo poco, rispetto ad esempio a quanto dimostrato dal compagno Matteo Politano, la tendenza della società sarebbe comunque quella di provare a confermarlo: Keita infatti non è soltato una risorsa dal punto di vista tecnico, utile sia a partita in corso, sia nell’ottica di un futuro posto da titolare, ma anche un leader nello spogliatoio. Il giocatore talentuoso ma dal carattere sopra le righe visto ai tempi della Lazio ha lasciato il posto ad un uomo maturo, che ha trovato un ottimo rapporto coi compagni di squadra (prima e dopo la partita del Tardini, mentre lui era infortunato, è sceso dalla tribuna per caricare i compagni e poi per festeggiare con loro la vittoria, ndr). E se in questo momento storico l’Inter ha bisogno di uomini ancor prima che di professionisti per tornare ai livelli che le spettano, la sensazione è che Keita Baldé sia uno su cui poter puntare.

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