La lettera di Orlandoni: “Io, uno di voi. Grazie di tutto!”

La lettera di Orlandoni: “Io, uno di voi. Grazie di tutto!”

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Una storia, quella di Paolo Orlandoni, che sembra degna delle migliori sceneggiature di Hollywood. Un giovane ragazzo che arriva all’Inter correndo dietro al suo sogno e dopo tanti anni in giro per l’Italia, torna in quella società che lo ha lanciato, in quella squadra che tifa, in quella formazione che gli permetterà di concludere la carriera alzando i trofei più importanti al mondo. Un tifoso-giocatore o un giocatore-tifoso, mettetela come volete, il risultato non cambia: un grande uomo, da sempre beniamino della curva, che ha difeso i pali dell’Inter con il cuore. Con il suo cuore nerazzurro! Questa la lettera apparsa sul sito ufficiale interista dopo l’annuncio del suo ritiro: “Grazie Meravigliosa Inter! Ho ancora il cuore un po’ traballante, ma ci tenevo a condividere con tutti voi questa piccola storia di grandi emozioni. Sono arrivato a Milano a 14 anni con una valigia piena di sogni, vivevo nel cosiddetto pensionato, con la voglia matta di diventare un gran portiere. Per fare esperienza, dopo quattro anni di Settore Giovanile, ho iniziato a girovagare, giocando in tutte le categorie, ma il mio cuore era sempre lì, a San Siro, dove da ragazzino litigavo per andare a fare il raccattapalle e guardare Walter Zenga da vicino, soprattutto quando si caricava salutando quella curva dello stadio dalla quale era partito. Dopo un bel giro delle porte d’Italia, sette anni fa sono stato richiamato e, quasi incredulo, ho fatto la mia ultima valigia: per tornare a casa mia, all’Inter. Ricordo ancora quel giorno: ero nella sede di un club di serie B, dovevo trattare un possibile ingaggio, mi arriva una telefonata e… ‘scusate, devo andare, il mio posto è là… ‘. Sono stati anni bellissimi, indimenticabili. Un gruppo straordinario di uomini ha scritto la storia del calcio: scudetti, coppe Italia, supercoppe, Champions League, Mondiale per Club. Grazie Presidente Moratti, grazie alla sua bellissima famiglia. Grazie ai dirigenti. Grazie a tutte le persone che lavorano quotidianamente con e attorno alla squadra, in sede, ad Appiano, allo stadio, a Inter Campus, al Centro Coordinamento Inter Club, al centro sportivo Facchetti. Grazie a tutti i compagni che mi hanno sempre fatto sentire importante, persino oltremisura. Grazie a tutti gli allenatori, i preparatori, il professor Combi, i medici e gli amici massofisioterapisti che mi hanno… tenuto insieme. Grazie a tutti voi, popolo nerazzurro. Ho realizzato il sogno: non sarò diventato il nuovo Walter Zenga, ma un coro a San Siro per me non è mai mancato. Spero di essere riuscito a ricambiare l’affetto, di essere riuscito a farvi capire che ero semplicemente uno di voi, con la grande fortuna di poter indossare la maglia per giocare e non solo per onorarla, sempre, da tifoso. Ora la prima parte del cerchio si è chiusa. Nella seconda proverò a realizzare un nuovo sogno: allenare i portieri. La soddisfazione più grande è poterlo fare qui, a casa mia. Così, tra una presa e un tuffo, potrò raccontare a loro che vivere nerazzurro è un privilegio, una scelta da rispettare ogni giorno, una forza in più. Sempre Forza Inter!”                                                                                                                                Paolo Orlandoni

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