L’architetto Stefano Boeri: “L’Inter è un antidoto alle difficoltà di tutti i giorni. Contro il Psv sarà una partita speciale”

L’architetto Stefano Boeri: “L’Inter è un antidoto alle difficoltà di tutti i giorni. Contro il Psv sarà una partita speciale”

Il creatore del celebre “Bosco Verticale”, noto tifoso nerazzurro, ha raccontato il suo incontro con Moratti e delle sensazioni sul ritorno in Champions e su Zhang

di stefanorisi

Dopo l’entusiasmo per la prima vittoria, da batticuore, contro il Tottenham, tutti i tifosi dell’Inter attendono con ansia la partita del Philips Stadion. E tra i sostenitori nerazzurri ci sarà anche il celebre architetto Stefano Boeri, creatore del “Bosco Verticale”, che, nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, parla proprio della sua fede calcistica: “L’interismo è un fiume che scorre profondo, anche nei momenti di insuccessi. Noi interisti ci siamo abituati, ma quel fiume è sempre potente. Essere interista significa amare una squadra mai prevedibile, è un allenamento alla vita: i bimbi che tifano Inter vengono allenati con una sorta di “antidoto” alle difficoltà di tutti i giorni”.

Racconta anche di come abbia vissuto il ritorno in Europa dell’Inter, dopo la famosa notte del 22 maggio 2010, in cui si trovava proprio a Madrid: “Tornare in Champions è bellissimo, per noi interisti è una sorta di ricompensa, questo torneo è una cena di gala, dove si misurano tutte le eccellenze. Ci stiamo avvicinando sempre di più a un campionato per le squadre più forti: credo che possa essere un progetto quasi necessario per l’Europa”.

E domani l’Inter affronterà gli olandesi, per una partita che per l’architetto ha un sapore speciale: “In un certo senso sarà una partita speciale. I miei clienti olandesi mi hanno invitato a Eindhoven ma non credo di farcela. Ho una conferenza stampa in Triennale al mattino, però non è detta l’ultima parola. Il posto allo stadio ce l’ho…”. E continua sottolineando come sia una partita molto ostica: “Il PSV fa paura, l’ho visto in tv battere l’Ajax: è una squadra molto compatta e veloce come spesso sono le olandesi, giovane, atleticamente valida. Ha vinto tanto nella sua storia, con Hiddink ha fatto anche il Triplete come l’Inter: queste sono cose che restano. E poi ha Van Bommel in panchina: l’ex Milan vorrà prendersi la rivincita per la finale del 2010 persa in campo con il Bayern”.

Racconta anche di un particolare aneddoto con Massimo Moratti, che avrebbe collegato ancora di più la sua professione al mondo nerazzurro: “Moratti mi aveva chiesto uno stadio per l’Inter e avevo pensato a un impianto che sembrava una Luna, piena di colori. Io l’Inter la associo a una donna appassionata, volubile. Una Luna con i colori della notte e dell’azzurro del cielo. Tuttavia l’idea di condividere San Siro tra Inter e Milan mi piace e si potrebbe sviluppare: non parlo solo di giocare alternandosi come oggi, parlo di due stadi in uno, con ogni club che ha un suo spogliatoio, zone dedicate, suoi ingressi. Sarebbe una cosa unica: uno stadio con due identità stabili. Sarebbe una cosa bellissima e molto milanese. Milano è la città di Inter-Milan, Motta-Alemagna, Mondadori-Rizzoli: bipolarità che hanno sempre operato su un terreno comune accettando la sfida”.

E per quanto riguarda l’incontro con Zhang e Suning: “Ho conosciuto il figlio Steven. Sono stato nella sede di Suning e ho parlato con il vicepresidente. Mi piace quello che stanno facendo per l’Inter. Conosco bene la Cina, sono una delle realtà più intelligenti, sono imprenditori illuminati”.

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