La conferenza stampa di de Boer: “Candreva non ha i novanta minuti.” Su João Mário…

La conferenza stampa di de Boer: “Candreva non ha i novanta minuti.” Su João Mário…

Il tecnico olandese risponde alle domande dei giornalisti presenti in sala stampa ad Appiano Gentile: inizio ore 12.30

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allenamento inter

Nel giorno della vigilia di Chievo-Inter, esordio per la Beneamata  e per l’allenatore olandese nella Serie A 2016-2017, de Boer si accinge a rispondere alle domande dei giornalisti ad Appiano Gentile. Ecco, di seguito, tutte le risposte date dal mister.

Che sensazioni ci sono prima del debutto in Serie A? Che risposte ha avuto dalla squadra nei primi giorni di lavoro?

Sono molto entusiasta, è la prima partita ufficiale, sono fiducioso sul fatto che la squadra sia pronta. Ho potuto avere informazioni sulla squadra e non vedo l’ora.

Cosa la preoccupa di più?

Non sono preoccupato di niente in particolare, ma si sa che a volte ci vuole più tempo per l’aspetto fisico e tattico. Dobbiamo vedere domani e speriamo che i giocatori abbiano capito cosa voglio e che credano in questo, penso che abbiano tutti voglia di migliorarsi e di imparare

Che cosa ha già visto del DNA dell’Inter che la rende ottimista per questa stagione?

Innanzitutto, quello che voglio vedere è che giochiamo con il cuore, perché abbiamo giocatori importanti e se riusciamo a combattere tutti insieme per me è molto importante. Sicuramente vogliamo dominare il gioco il più possibile, seppur con il rispetto per i nostri avversari. Vorrei che la mia squadra fosse capace di dominare le partite, come ho sempre chiesto.

Pensa già che questa squadra possa lottare per lo Scudetto?

Io chiaramente sono qui per vincere tutte le partite, vedremo poi cosa succederà a fine stagione. Io voglio vincere, daremo il massimo per farlo ma bisognerà vedere cosa succede, se saremo lì per lottare o se dovremo giocarci il secondo o il terzo posto. Ci vuole anche fortuna, pochi infortuni. Bisogna essere realistici però: negli ultimi anni è stato difficile essere in testa alla classifica.

Qual è il rischio più grande, all’inizio, nel trasmettere questa mentalità diversa, per dominare le partite?

Chiaramente bisogna essere pronti dal punto di vista fisico e capire quando e  come farlo.Penso che dominare non sia solo attaccare nella parte di campo avversaria, ma anche decidere in che parte giocare, riuscire a far giocare gli avversari dove vogliamo noi.

La scuola olandese è quella che ha rivoluzionato di più il calcio: a quale squadra e modello fa riferimento, se ce n’è una?

La scuola olandese è stata fantastica, ma io non mi focalizzo solo sulla scuola olandese, penso che bisogni essere aperti a tutte le nuove influenze e tecnologie: voglio prendere il meglio da tutte le scuole e mettere insieme ogni aspetto positivo. Voglio provare a giocare un calcio divertente ma bisogna essere realistici. Si può giocare per il pubblico, ma alla fine quello che conta di più è importante il risultato.

Rivedremo la difesa proposta col Celtic? Come ha trovato Ranocchia, reduce da stagioni difficili?

Penso che Andrea sia un buonissimo giocatore e sono convinto che possa essere ancora un giocatore importante per l’Inter. Due o tre anni fa era uno dei migliori talenti difensivi in Italia e credo che possa migliorare e proverò a portarlo al livello che lui vuole e può raggiungere. Deve avere fiducia in se stesso. Se giochi qui, devi avere qualità e sono sicuro che, giocando, lui dimostrerà le sue.

La squadra è completa o manca ancora qualcosa? Manca un centrocampista come João Mário o Sissoko?

Ci vuole una squadra forte e completa per giocare le partite che abbiamo da disputare. Abbiamo centrocampisti di diverso tipo ma forse il centrocampo non è completo al 100% e dobbiamo vedere con attenzione se siamo a posto o se serve qualcun altro. I due menzionati sono ottimi giocatori, posso dare quel qualcosa che manca alla squadra.

Ha ancora dei dubbi sulla formazione, come il ballottaggio Candreva-Éder?

È difficile compiere scelte ma nella mia professione è normale e io sono abituato a farle. Alcune sono semplici, altre meno belle da compiere. È una stagione molto lunga e avremo bisogno di tutti. I giocatori devono essere dispiaciuti se non giocano, è normale, ma devono anche dimostrarmi di meritarsi di giocare. Abbiamo 25 giocatori, non solo 11, e tutta la rosa è importante.

Ha sentito qualcuno di sua conoscenza come Mourinho, Bergkamp o Snejder?

Non ho parlato con Mourinho ma ho sentito Aron Winter, che è un mio grande amico, e Clarence Seedorf di come sia giocare ed allenare qui in Italia. Mi hanno parlato delle loro esperienze all’Inter e in Italia in generale, ma io sono qui perchè hanno voluto me e devo portare io la squadra ai successi.

Dopo 10 giorni di lavoro, che tipo di criticità ci sono in questa squadra e dove deve crescere l’Inter?

Sono entusiasta di questi primi giorni, penso che i giocatori abbiano dimostrato voglia di seguirmi. Il mix tra le loro identità e le mie richieste mi ha reso molto felice. Sono molto fiducioso sul fatto che si potrà vedere in campo quello che vogliamo e che possiamo partire bene.

Candreva è in grado di giocare novanta minuti?

Penso di no: se gioca dall’inizio, credo che dovrò sostituirlo dopo massimo 60 minuti. Dobbiamo fare attenzione a gestire i nostri giocatori, non tutti sono pronti per giocare una partita intera al momento. Durante la preparazione si spera che tutti abbiano la condizione per giocare una partita, ma non è sempre possibile. Anche Medel non ha ancora giocato novanta minuti durante il precampionato.

A che punto è la trattativa per João Mário? Pensa di avere a disposizione anche Brozović per questa stagione?

Dobbiamo aspettare, penso che entrambi siano fantastici giocatori e l’abbiano già dimostrato. Preferirei ovviamente avere entrambi in squadra ma al momento non è affar mio, io sono concentrato sulla partita di domani. Poi vedremo se sarà possibile aggiungere João Mário a questa squadra.

 

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