10 Dicembre 2018

Inter-PSV, Spalletti: “Vecino domani probabilmente non ci sarà. Caso Icardi? Era autorizzato”

Il tecnico nerazzurro ha incontrato i giornalisti in sala stampa alle ore 14.25 per presentare la sfida con gli olandesi

A seguito della conferenza stampa di Danilo D’Ambrosio e Matteo Politano, che hanno parlato prima come di consueto nelle sfide di Champions League, è arrivato il momento delle parole di mister Luciano Spalletti. Il tecnico si è presentato in sala stampa alle ore 14.25 per rispondere alle domande dei giornalisti presenti

Come di consueto, Passioneinter.com ha riportato in diretta le sue parole. Eccole qui di seguito.

RITROVARE CERTEZZE PRIMA DELL’ULTIMO MESE – “Per quanto mi riguarda l’Inter le certezze le ha mantenute. Come si dice spesso non riusciamo a mettere tutto quello che abbiamo per tutto l’arco della partita e a volte questi piccoli cali di concentrazione poi vengono sfruttati dagli altri. Eccetto la partita contro l’Atalanta, dove c’è stato un abbassamento generale dei requisiti necessari per giocare, non riscontro questi problemi che lei ha citato. È chiaro poi che quando non vinci diventa tutto più difficile. Secondo me la squadra sta bene”.

COSA MANCA ALL’INTER – “Londra e Torino sono due campi dove è difficile giocare. Giocare contro quelle squadre ci ha ricordato il top a livello mondiale. Secondo me proprio partendo da quelle partite lì l’analisi è che ci sono dei cali di tensione dove gli altri ci prendono dei vantaggi, però non sono questi che disturbano. Che non ci sia tutta quella differenza tra noi e la Juve non lo vedo nello scontro diretto, perché ce la si può giocare alla pari, la vedo di più in quelle vittorie mancate con Parma, Atalanta e le squadre dove bisogna mantenere un livello di condizione alto. Tu a Bergamo puoi perdere, ma non in quel modo lì. Bisogna mantenere il livello di squadra forte dentro tutte le 38 partite, non in una sola dove avremmo potuto anche vincere riuscendo a segnare quando ci siamo creati delle opportunità. Contro Tottenham e Juventus si può perdere, sono cose che vanno anche accettate”.

ICARDI – “Non vedo dove sia il problema, a vedere il Superclasico c’era la delegazione della Juve così come la nostra. Non vedo dove sia il problema. È una cosa che si gestisce nel regolamento e nella possibilità di avere un’autorizzazione per vedere una partita, è come andare a cena fuori. Era con la moglie a vedere uno spettacolo e si comporta regolarmente”.

TURNOVER DEL BARCELLONA – “Mi viene da pensare che al Barcellona si stiano offendendo per il nostro ragionamento di mettere in dubbio la loro etica professionale. Loro si chiamano così e hanno tutto questo seguito di 90.000 abbonati, 200.000 persone che aspettano di poter fare l’abbonamento perché hanno mandato un segnale chiaro al mondo da anni. Al Barcellona lavorano soltanto persone serie. L’unico errore che potremmo fare è stare attenti al loro risultato, ma noi dobbiamo pensare a vincere la nostra partita. Noi non dobbiamo commettere errori e vincere questa partita contro una squadra che qualcuno si è dimenticato essere in terza fascia. Siamo noi ad essere in quarta. Loro sono in una posizione più alta di noi, poi è chiaro che ognuno gli dà il taglio che vuole al modo di parlare ed il creare delle aspettative. Questa partita, come importanza, sostituisce Lazio-Inter dell’anno scorso. Noi abbiamo fatto i punti che dovevamo fare e le partite che dovevamo fare, non abbiamo sbagliato il risultato contro il Tottenham in Inghilterra: loro sono anni e anni che lavorano così e sono in Champions League facendosi valere. Ci sono anche i protagonisti tra i rompiscatole. Se al momento del sorteggio ci avessero detto che la qualificazione ce la saremmo giocati in casa col PSV cosa avreste detto? Ognuno poi dà il verso che vuole alle cose. Al sorteggio noi abbiamo visto che sarebbe stato un girone durissimo, e poi siamo arrivati qui a giocarci la qualificazione all’ultima partita. Anche il Tottenham vorrà vincere a Barcellona, l’esito è aperto”.

MENO TIRI IN PORTA – “Di solito si valutano i tiri verso la porta, perché se un tiro va fuori mezzo metro ha la stessa valenza di un tiro che va mezzo metro dentro. Bisognerebbe includere anche quanti tiri sono andati vicino ai pali o alla traversa, perché sempre tiro in porta è, per avere un quadro dei dati più preciso”.

PERISIC – “Io penso che tutti avvertano questa partita in una maniera precisa. So che si fanno più attenzioni per i gesti che determinano il risultato come assist e gol, però ci sono anche i recuperi che sono altrettanto importanti, e Ivan a noi serve perché ha una corsa che non ti fa stare in inferiorità numerica quando andiamo a fare la partita nella metà campo avversaria. I suoi rientri di forza e fisicità sono fondamentali. È bravo anche di testa, e dato che noi sui palloni lanciati dalla difesa verso l’attacco abbiamo solo Icardi che può ricevere lui è importante. È uno dei più forti tra quelli che abbiamo. È uno di quelli bravo ad allontanare la palla quando difendiamo a zona sul calcio d’angolo. A me è capitato di allenare squadre con calciatori con numeri importanti come gol ma con una vita difficile per tutta la squadra nel resto del campionato. Noi abbiamo Keita, Candreva e Politano che possono fare 10 gol, Lautaro 20 e Icardi 30, ma facendoli giocare tutti i gol non si sommano. Serve una coesione a livello di squadra, quindi poi si va a considerare tutto nelle scelte”.

ORGOGLIO DI GIOCARE PER L’INTER – “Domani mi aspetto che ci sia la presenza emotiva da trasferire poi dentro quello spettacolo che ci sarà domani sera. Poi traggo una conclusione: in questa Inter l’unico certo ad avere sempre una maglia da titolare è il nostro pubblico, perché i tifosi sono quelli che hanno lavorato meglio di tutti sia l’anno scorso che quest’anno. Si allenano sempre al massimo e sono sempre presenti, facendo sentire sempre il supporto alla squadra anche nelle partite dove non siamo stati al livello di quello che dovrebbe essere il nostro calcio. Noi non dobbiamo dire ‘meglio un giorno da leoni e 37 da pecore’, no, noi dobbiamo fare 38 partite da leoni. È quella la mentalità che ci permette di aver superato il gap con la Juventus. Nello scontro diretto abbiamo mostrato di potercela giocare e poter vincere, al di là che hanno vinto loro meritatamente. La differenza sta nella lunghezza delle esibizioni, serve mantenere un alto livello”.

ASSENZE – “A Vecino abbiamo fatto fare un esame e probabilmente non sarà disponibile. Nainggolan ha fatto un esame a inizio settimana ed ha bisogno di alcuni giorni perché altrimenti rischia di tornare al suo problema, però questo lo valuteremo e casomai andremo a cercare di fare un ulteriore approfondimento sul suo problema. Quello di Vecino mi sembra difficile da risolvere”.

PREPARARE LA SFIDA DI DOMANI – “I calciatori non sono più dei bambini come a volte si dice, sono professionisti e devono saper valutare l’importanza di una partita. Noi facciamo vedere dei video che riguardano le due fasi della squadra che si incontra e poi si prova a creare una tattica in base a quanto si conosce l’avversario. I calciatori stanno facendo molto bene il loro lavoro. È chiaro che domani sera ciò che ci accompagnerà fa un impatto importante sulle valutazioni che si faranno, ma i calciatori stanno facendo un bellissimo lavoro se guardo da dove siamo partiti. Ma di questo si parlerà dopo con calma”.

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