Maicon: “Triplete? La svolta arrivò a Kiev. Mourinho è stato corretto con tutti, è proprio speciale”

Maicon: “Triplete? La svolta arrivò a Kiev. Mourinho è stato corretto con tutti, è proprio speciale”

L’ex terzino nerazzurro è tornato a parlare dell’impresa del 2010

di Antonio Siragusano

Maicon Douglas Sisenando, meglio noto ai tifosi come Maicon, sarà il protagonista dalla prossima puntata de ‘I Signori del Calcio’, che andrà in onda su Sky Sport per la prima volta domani alle 19.15. Il terzino eroe del triplete dell’Inter del 2010, ha raccontato le vicende della squadra allora allenata da Josè Mourinho, tratteggiandone i momenti più significativi.

Ecco le sue parole in anteprima: “Il momento che considero come quello più importante di quella Champions è stato certamente a Kiev, contro la Dinamo. Perché lì abbiamo cambiato la nostra stagione. Poi con il Barcellona: mi ricordo bene quando Thiago Motta è stato espulso, abbiamo parlato fra me Lucio, Samuel, Chivu e Zanetti, e ci siamo detti: ‘Ragazzi adesso dobbiamo dimostrare il nostro lavoro in difesa, perché oggi dobbiamo far vedere cosa facciamo in allenamento’. E così è stato, abbiamo difeso bene, perché Samuel Eto’o faceva il terzino sinistro, Goran Pandev faceva il terzino destro. Ciò che ci serviva era difendere. Quindi è andata bene. In quel momento per la gente è facile pensare che dopo che passi con il Barcellona prendi il Bayern Monaco e vinci. Ma non era così, era una partita difficile, l’abbiamo affrontata nel migliori dei modi ed è andata bene alla fine perché abbiamo fatto una partita secondo me perfetta. È difficile vincere il Triplete. Però sono dei bei ricordi, perché quando arrivi a fare una cosa del genere in una società come l’Inter, sicuramente rimarrai nella storia per sempre”. 

SPECIAL MOURINHO – “E’ stato corretto con tutti, ha detto quello che voleva dai giocatori, e tutti hanno capito subito che personaggio era. Quando è arrivato si è avverato ciò che il Presidente voleva, vincere una competizione importante. Quando lui è arrivato abbiamo capito subito che quello era il momento. Aveva dato un foglietto ai giocatori e lì diceva tutto quello che voleva da ognuno. Qualcuno lo ha letto, altri no, e quelli che non hanno letto hanno sbagliato, perché lì c’era tutto. Nel mio modo di pensare, lui è bravissimo a mettere i giocatori in condizione di fare le grandi partite. Mentalmente è proprio speciale”.

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