Mancini, scelte sbagliate e troppi errori contro il Genoa

Mancini, scelte sbagliate e troppi errori contro il Genoa

Troppi errori per Roberto Mancini: dalla coppia Melo-Medel alla serata pessima di Brozovic

mancini inter

Dalle pagine della Gazzetta dello Sport, emerge puntuale la critica nei confronti di Roberto Mancini per la gara col Genoa, con l’accento su scelte sbagliate in partenza e ostinazioni a gara in corso.

TROPPI SPRECHI – “Il Genoa aveva vinto le ultime quattro in casa, però l’Inter riesce a sbiancarlo per metà partita. E proprio questo è uno degli errori dei nerazzurri, che pensano di poter vincere perché accatastano occasioni per oltre un’ora (6-2 il parziale delle palle gol) e sentono di avere una chiave universale per aprire qualsiasi portone. E invece, tra un errore e un prodigio altrui, tra una sostituzione indovinata e una frullata tattica, è il Genoa a uscire, a sfruttare il cinismo in una giocata di rara superiorità, usando un ascensore per il cielo“.

LIMITI IN MEDIANA – “A inizio gara, quando si è mangiata palle-gol come ciliegie, l’Inter ci ha provato allargando il gioco. Ma quando il Genoa le ha preso le misure sono emersi i limiti di una mediana monocorde

DE MAIO – “La rete di De Maio, che non segnava da aprile 2015, è il terzo duello volante vinto dai genoani in area, come preparazione, assist e stoccata vincente“.

MANCINI TESTARDO – “Se Gasperini cambia fascia a Laxalt, per «murare» un settore sbrecciato; se inserisce Tachtsidis, che modella la giocata dell’1-0, per dare più precisione al centrocampo, Mancini invece non cambia Brozovic, in serata pessima, e risistema tardi il settore offensivo finendo quasi con quattro punte. Anche lui, guardando il tabellone che dava la Roma sotto, attende il momento della fuga e pensa anche dopo la fine di meritare di stravincere. Però se le occasioni non diventano esultanze, i meriti non vengono guadagnati“.OCCASIONE SPRECATA – “L’Inter si riscopre incompiuta, fuori da quella Champions che avrebbe cambiato tanti scenari. Resta la sensazione di un’occasione colossale gettata al vento e che, al di là degli episodi genovesi che nemmeno stavolta hanno detto bene, la madre di tutti gli errori sia stato non capire che per vincere le partite serve chi crei il gioco“.ROSA SBILANCIATA – “Mentre a Gasp ieri è bastato l’onesto Tachtsidis, l’Inter non ha preso un regista in estate e nemmeno a gennaio. In compenso – malgrado fosse partito pure Guarin – è arrivato Eder. Ottavo attaccante di una rosa sbilanciata“.

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