Marotta: “Seconda squadra strumento interessante. Quando ero alla Juventus abbiamo avuto coraggio perché…”

Marotta: “Seconda squadra strumento interessante. Quando ero alla Juventus abbiamo avuto coraggio perché…”

L’ad dell’Inter Marotta era presente ad un evento formativo a Torino

di Antonio Siragusano

In occasione del convegno sulle seconde squadre andato di scena questa mattina a Torino all’interno dell’Allianz Stadium della Juventus, in rappresentanza dell’Inter era presente l’amministratore delegato per la parte sportiva Beppe Marotta. Il dirigente varesino, che già in bianconero aveva portato avanti diversi progetti a favore di quella che a partire da questa stagione è stata accolta come una vera e propria rivoluzione per molte squadre di Serie A, si è soffermato a parlare in merito al percorso di crescita che le seconde squadre possono garantire ai club italiani.

Queste le sue parole: “Bisogna valorizzare il processo di formazione ed è emerso in modo ampio che la seconda squadra in tal senso è uno strumento da tenere in considerazione. Credo la seconda squadra sia importante per i grandi club, è uno strumento che non deve essere obbligatorio perché ci sono diversi modelli da tenere a mente per accompagnare la crescita del settore giovanile al professionismo. Oggi c’è questo vuoto e ritengo che le seconde squadre siano formative non solo per i giocatori, ma anche per gli allenatori che potrebbero avere maggiori chance di passare dalla cantera alla prima squadra di uno stesso club come accadde a Guardiola. Nel primo periodo della stagione ero alla Juve, abbiamo avuto coraggio e rischio imprenditoriale, però sono contento e orgoglioso che siamo stati precursori di qualcosa di importante. E spero quindi che la Lega tenga conto dell’importanza di questo.

Infine, una piccola polemica lanciata da Marotta, come riferito da tuttojuve.com: “Apro una piccola polemica, ci sono state poche riunioni del direttivo del settore tecnico nonostante fossi animato da spirito collaborativo perché voglio che diventi una sorta di università per fare calcio in futuro. Bisogna fare una distinzione tra costo e investimento, se il settore tecnico lo riteniamo un settore così e non facciamo investimento difficilmente faremo crescere i nostri lavoratori. Bisogna investire, altrove lo fanno e da qui dobbiamo far crescere i nostri talenti, sia chi scende in campo che dirigenti e allenatori. Sono contento come dirigente, sono ancora dentro nel direttivo del settore tecnico e ringrazio perché questa è stata una giornata costruttiva”.

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