Materazzi: “Finisce 2-1 per noi. Ausilio? Aspetto una telefonata”

Materazzi: “Finisce 2-1 per noi. Ausilio? Aspetto una telefonata”

Il derby, Conte, Pioli, Icardi e Ausilio: Marco Materazzi senza peli sulla lingua alla Gazzetta dello Sport

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10 stagioni in nerazzurro e 184 gare in A. Con la maglia dell’Inter ha vinto 5 scudetti, 1 Champions League, 1 Mondiale per Club, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe di Lega. Marco Materazzi sicuramente conosce perfettamente l’aria che si respira a Milano il giorno del derby. L’ex difensore nerazzurro è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, per parlare proprio del big match che aprirà alle 12.30 la 32esima giornata di Serie A.

Un derby dove il Milan arriva con due lunghezze in più dell‘Inter, un pronostico impensabile ad inizio stagione: “Se qualcuno mi avesse detto questo avrei risposto “Voi siete matti”: è da inizio stagione che Montella fa un gran lavoro, con giocatori giovani e qualitativamente inferiori alle squadre che stanno davanti, ma anche dietro”.

Matrix cerca di individuare i problemi nerazzurri riscontrati in questa stagione: “Se batti la Juve, te la giochi a Torino e fai 7 gol all’Atalanta non sei fragile. L’Inter di Crotone ha dato l’idea di presunzione, ma se vedo che mio figlio è presuntuoso sono io che lo metto sulla strada dritta. E la strada dritta dell’Inter non è mai stata il calcio champagne, ma il lottare su ogni pallone. L’avere personalità. A me hanno insegnato ad averla uomini come Facchetti e Oriali, li ascoltavo e stavo a bocca aperta: oggi chi si ascolta a bocca aperta, nell’Inter?”.

Il problema non è certamente la qualità dei giocatori: “L’organico non è sbagliato. L’Inter ha un sacco di giocatori di qualità, e presi a 30-­40 milioni, non gratis. E tre partite sbagliate non possono cambiare il giudizio su un allenatore, fra l’altro arrivato in corsa: un passaggio a vuoto ce l’hanno tutti”.

Dunque questo male dove bisogna cercarlo? “Lontano. Anzitutto nel tourbillon di rivoluzioni societarie, da Moratti a Thohir a Zhang: una serie di passaggi, ognuno diventato forse inevitabile per motivi diversi, che ha prodotto l’onda lunga di molti cambi pure a livello di guida tecnica e rosa di giocatori. Anche se il sarto è lo stesso da sette anni”.

Un altro attacco ad Ausilio?Non dico queste cose perché ce l’ho con lui. Anche se sono ancora in attesa di una telefonata di chiarimento: mi ha fatto smettere un anno prima dicendomi “Vieni a lavorare con me” e sto ancora aspettando.  Oggi comunque non tornerei. Vorrei far parte di una squadra di persone fidate e che vogliono solo il bene dell’Inter. L’identikit di Oriali, se devo fare un nome”.

Sulla possibilità di vedere Conte sulla panchina nerazzurra: “Ho detto che Pioli meriterebbe la riconferma e non lo nego. Però se nella tua squadra arriva un fuoriclasse, che fra l’altro non avrebbe problemi a battagliare contro il suo passato, devi essere solo contento. Secondo voi se ai miei tempi fosse arrivato Nesta mi sarebbe dispiaciuto? È giusto che Pioli fino all’ultima partita abbia  la possibilità di giocarsela. Però una grande squadra si programma adesso, e con il parere dell’allenatore, dunque la scelta va fatta adesso. Se non può arrivare un fuoriclasse, dunque Mourinho, Guardiola o Conte, io terrei Pioli”.

La difesa nerazzurra sarà guidato da Medel: “In una linea a tre gli ho visto fare ottime partite, ma è comunque un adattamento: contro gente fisica può diventare un problema”.

Su Icardi, Materazzi non ha dubbi: “Segna 20 gol a campionato e poi ha imparato anche a snaturarsi, per fare cose che prima non faceva. Il leader lo sceglie la squadra, al di là della fascia: non mi sembra sia meno leader degli altri”.

Perché l’Inter non deve aver paura del Milan? «Perché siamo ­ l’Inter. Potevo aver paura io quando incontravo certi monumenti che aveva il Milan a quei tempi: con tutto il rispetto per la squadra di Montella, oggi non li vedo». Chiusura con pronostico derby e campionato dell’Inter: “Due a uno. Inter quinta o sesta. E l’altra da Europa League, se non crolla, sarà l’Atalanta: perché ha un fuoriclasse come Gomez e perché a casa sua è dura passare”.

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