Milito: “I colori dell’Inter sono dentro di me. Manca senso di appartenenza? Non credo, i ragazzi si riprenderanno”

Milito: “I colori dell’Inter sono dentro di me. Manca senso di appartenenza? Non credo, i ragazzi si riprenderanno”

Il Principe ha parlato dell’Inter attuale in occasione della festa per i 110 anni del club

di Simone Frizza, @simon29_

Nonostante nella Hall of Fame nerazzurra non sia potuto entrare per mere ragioni temporali (si è ritirato dal calcio giocato da troppo poco tempo per poterne fare parte), Diego Milito è già entrato di diritto nella storia dell’Inter, da oggi lunga ben 110 anni, grazie all’anno del Triplete, nel quale peraltro è stato decisivo con 4 gol nelle varie finali (uno nella finale di Coppa Italia, uno nell’ultima giornata di campionato e una fantastica doppietta nella finale di Champions League).

Le parole di Diego Milito sull’Inter di Spalletti

Il Principe ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato dell’Inter attuale, quella guidata da Luciano Spalletti, ma anche di Davide Astori, di Mauro Icardi e di Lautaro Martinez. Ecco le sue parole.

Milito, iniziamo da un pensiero per Davide Astori, di cui ieri sono stati celebrati i funerali.
“Una vicenda assurda, che mi lascia senza parole. Contro Davide ho giocato tante volte. Ora il mio pensiero più affettuoso non può che andare alla sua famiglia”.

Lei fa parte della famiglia Inter che oggi compie 110 anni.
“Auguri! Questi colori sono dentro di me. Insieme ai compagni, con l’Inter ho potuto scrivere la storia e coronare
tutti i sogni di un calciatore. A Milano ho ancora tanti amici e sono onorato di fare parte di questa società. So di essere nel cuore dei tifosi, loro saranno per sempre nel mio”.

Ora il suo testimone di bomber lo ha raccolto Mauro Icardi. Sarà l’uomo decisivo per riportare l’Inter in Champions?
“Me lo auguro davvero. Mauro ha fatto tanto per la squadra e con i suoi gol sono certo che torneremo in Champions”.

Anche perché sarebbe il settimo anno senza la Coppa più importante.
“Non ci voglio nemmeno pensare. Tornare nell’Europa che conta è troppo importante, anche per il momento storico varrebbe come un vero scudetto”.

Un altro attaccante argentino che sta segnando sempre è Lautaro Martinez, 20enne trascinatore del suo Racing ma già promesso interista.
“Lui è fantastico. Così giovane, ha una mentalità vincente e una professionalità tali da poter essere già decisivo. Ha un fisico pazzesco, è forte nel gioco aereo, sa difendere palla ed è molto completo tecnicamente. Sarà un bel problema per Sampaoli scegliere tra così tanti attaccanti in vista del Mondiale”.

Eppure malgrado un allenatore nuovo la squadra è partita alla grande e poi si è piantata. Come si spiega queste cose da Pazza Inter?
“Non credo serva a molto farsi troppe domande. L’importante è raddoppiare gli sforzi e capire che i risultati nascono dal lavoro in allenamento. Ho molta fiducia in squadra, Spalletti e società”.

Anche voi del Triplete eravate di razze e mentalità molto diverse, eppure sapevate essere una squadra di cemento. Crede che a questo gruppo manchi un po’ di spirito d’appartenenza?
“Non penso. Sono sicuro che questi ragazzi sanno cosa fare e lo faranno. In fondo sono ancora lì in alto, dopo un girone d’andata alla grande. Forse anche troppo alla grande”.

Su chi deve fare la corsa Champions l’Inter?
“Malgrado il buon momento di Milan e Samp, sarà una lotta con le due romane. Con il vantaggio che noi non abbiamo le Coppe. Vero che possono darti entusiasmo, ma ti tolgono tante energie”.

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