Morosini: “L’Inter un sogno. Sneijder l’esempio, Baggio il mito”

Morosini: “L’Inter un sogno. Sneijder l’esempio, Baggio il mito”

Il giovane centrocampista del Brescia Leonardo Morosini ha un passato nerazzurro (ha giocato nelle giovanili dagli 8 ai 13 anni) e molto probabilmente avrà anche un futuro.

intervista vigorelli

È stato davvero vicinissimo a vestire il nerazzurro Leonardo Morosini. In questa sessione di mercato non ci sono stati i tempi tecnici per definire l’accordo con il Brescia ma già a gennaio ci saranno buone probabilità per lui di ritornare nella società che lo ha formato. Ecco le sue parole raccolte dal Corriere dello Sport: “Sinceramente sono contento di essere rimasto perché il Brescia per me è una seconda famiglia. Compresi gli anni nelle giovanili sono qui da 8 stagioni e mi trovo alla grande. Poi, come è normale, le voci le ho sentite anche io, ma non ho mai avuto l’intenzione di andarmene”.

L’Inter però è… l’Inter. Soprattutto per chi ne è tifoso.
Tifo per l’Inter da quando sono bambino, ho giocato nel Settore giovanile nerazzurro fino ai Giovanissimi Nazionali e ho fatto il raccattapalle a San Siro dagli anni di Mancini fino a quello del triplete con Mourinho. Come potete capire a quei colori sono molto legato”.

Di emozioni a bordo campo, a due passi dai suoi idoli, ne avrà vissute tante.
La più difficile da dimenticare è stata Inter-Sampdoria 3-2 (9 gennaio 2005, ndr) con la rimonta negli ultimi 6 minuti firmata da Martins, Vieri e dal Chino Recoba. Per un bambino di 9 anni è stato un qualcosa di favoloso vedere la propria squadra passare dallo 0-2 al 3-2. Potrei però citarvi tanti altri episodi perché con l’arrivo di Mancini l’Inter è tornata a togliersi soddisfazioni”.

Stagione dopo stagione ha ammirato da vicino tanti campioni.
“Di molti ho preso anche l’autografo, a San Siro o la volta che sono stato in visita alla Pinetina. Quell’anno c’era anche Adriano, una forza della natura. Ho visto giocare grandi Inter, squadre che vincevano trofei uno dietro l’altro, e campioni incredibili”.

Qualcuno di questi l’ha ispirata?
“Visto il ruolo, dico Sneijder, un numero 10 che faceva il numero 10 e che decideva le partite con le sue giocate. Il mio idolo però è sempre stato e rimane Roberto Baggio. Ho letto anche la sua autobiografia e mi ha insegnato molto”.

Sogna di indossare il nerazzurro in futuro?
“Non esiste un calciatore che non punti a giocare in una grande squadra e io non faccio eccezione. Adesso però il mio sogno è andare in Serie A con il Brescia. Lo dico a bassa voce perché prima dobbiamo pensare a conquistare la salvezza. Quando l’avremo assicurata, vedremo dove sarà possibile arrivare”.

Si sarebbe sentito pronto per andare subito in Serie A o per la sua crescita è stato meglio restare al Brescia?
Io sto bene qui e spero che questo sia l’anno della mia consacrazione dopo le 8 reti della passata stagione. Posso migliorare sotto tanti aspetti”.

Così magari succederà qualcosa a gennaio…
“Staremo a vedere. Il mercato è strano, ma io sono tranquillo. So di avere appena 20 anni e davanti a me ho una lunga carriera. Nella mia mente ho chiaro dove voglio ad arrivare”. 

 

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