Porrà: “L’Interismo è una corrente filosofica”

Porrà: “L’Interismo è una corrente filosofica”

Il giornalista presenta il suo lavoro dedicato ai nerazzurri

di Pasquale Formisano, @Formigoal

Intervenuto in diretta su Sky Sport 24 Giorgio Porrà ha introdotto la nuova puntata della sua serie L’Uomo della domenica, interamente dedicata alla storia dell’Inter, che oggi spegne 110 candeline: “C’è questo percorso romanzesco da rivivere e raccontare; d’altronde parliamo di un club che ha vinto 18 scudetti, 3 Coppe Campioni e 3 Coppe Intercontinentali, con veri campioni come Meazza e Ronaldo. Una storia fatta anche di psicodrammi. Condensare una storia così in poche parole diventa complicato, io ho provato a focalizzarmi sui simboli che vanno in campo, ovvero i calciatori, non soltanto fuoriclasse assoluti, riconosciuti universalmente, ma anche giocatori che hanno acceso l’immaginario collettivo, come per esempio Angelillo, scomparso da poco, che nonostante una stagione favolosa, con il record di 33 gol, non ha vinto nulla in nerazzurro. E poi anche un uomo come Roberto Boninsegna, a cui Gianni Brera donò un nomignolo, l’oramai storico ‘Bonimba‘, che ha spiegato in carriera che anche i nani possono diventare giganti”.

RONALDO – “Fa sempre impressione rivedere Ronaldo, è uno che ha fatto cose meravigliose e che vengono riconosciute da tutte i suoi colleghi. Gestiva il pallone come se fosse telecomandato. Si tratta di un personaggio interessante non solo per quel che ha mostrato in campo ma anche perché rispecchia il vero interismo, fatto di gioie ma anche di tante cadute. Dall’accoglienza che ha ricevuto a Milano penso che i tifosi abbiano dimenticato il suo addio”.

CORRENTE FILOSOFICA – “Un altro tema interessante è quello della corrente filosofica, perché non credo che esista un altro club nel mondo che ha così tanti intellettuali che si sforzano di studiarlo e di spremerne l’essenza: ci sono definizioni splendide, come quelle di Michele Serra che dice che l’Inter è una meravigliosa capriola della vita. Chi pensava che tutte queste cose si potessero archiviare dopo il trionfo del 2010 ha dovuto ricredersi, ma questo è il bello dell’Inter, le salite, le discese, un sentimento che non si riesce a definire”.

ZANETTI – “L’argentino c’è sempre stato, sia con le luci che con le ombre, e credo che la sua importanza deve essere ora la stessa di prima. El Tractor, sempre uguale nel corso degli anni, deve difendere e custodire l’Interismo come ha fatto fino a ora in tutti questi anni”.

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