Rafinha: “Ero convinto che sarei rimasto, nel mio cuore ci sarà sempre uno spazio per l’Inter. Il gol in Champions…”

Rafinha: “Ero convinto che sarei rimasto, nel mio cuore ci sarà sempre uno spazio per l’Inter. Il gol in Champions…”

Il centrocampista brasiliano ha incrociato i suoi ex compagni di squadra nell’ultimo turno di Champions realizzando anche un gol

di Raffaele Caruso

Dopo la parentesi nerazzurra di sei mesi nella passata stagione, Rafinha è tornato al Barcellona. Il destino ha voluto che nella sfida di Champions contro l’Inter il centrocampista brasiliano siglasse il primo gol della partita che ha aperto poi le strade alla vittoria della compagine blaugrana.

Intervistato dal Corriere dello Sport, Rafinha ha spiegato cosa ha provato quando la palla è entrata in rete: “Dentro di me ho sentito una grande gioia per aver segnato un gol per la mia squadra, ma al contempo mi è venuto naturale non festeggiarlo per rispetto verso i miei vecchi compagni. Poi ho chiesto l’acqua ad Handanovic: non ci fosse stata un’amicizia con Samir, non avrei mai potuto chiederglielo. La partita contro l’Inter? È stato tutto molto speciale e, al contempo, strano. Pochi mesi prima lottavo fianco a fianco con dei compagni fantastici e, ora, me li ritrovavo di fronte come avversari. È stato emozionante. Se potevo essere dall’altra parte? Se tutto fosse andato come pensavo sì, ma non è stato così e ora sono molto felice e motivato di essere qui”. 

Cosa è successo con l’Inter: “Io ero convinto che sarei rimasto, ma non è stato così. Hanno preferito altri giocatori e non resta che andare avanti.  Non c’è stato un momento preciso. Passavano le settimane e mi rendevo conto che stavano mettendo sotto contratto altri giocatori. L’affetto e la riconoscenza che provo per l’Inter nasce dal fatto che mi hanno accolto dopo nove mesi d’inattività”.

Su Spalletti: Quando dico che è diretto, mi riferisco al suo modo di allenare, di dirigere il gruppo. Del mancato riscatto non ho parlato con lui”. 

L’infortunio con Nainggolan all’Olimpico: Sì. E sono convinto che l’incidente mi abbia migliorato come calciatore e come professionista. Ho anche migliorato le mie doti di chitarrista nelle lunghe ore in cui non mi potevo alzare dal letto. Ho fatto mia la frase: nessun male viene senza portare un insegnamento. Gli infortuni ci stanno nel calcio. Lui mirava il pallone, ma alla fine ha preso me. Gli auguro di vincere molto con l’Inter. Non sono una persona portata a serbare rancore. Dopo l’infortunio mi aveva inviato anche un messaggio”. 

L’amicizia con Icardi: “Eravamo stati insieme nella cantera del Barça e, una volta in Italia, mi ha aiutato moltissimo ad ambientarmi”.

Futuro all’Inter?Non mi piace ragionare con i se. Io ho vissuto una grande esperienza lì e nel mio cuore ci sarà sempre uno spazio per l’Inter”. 

Steven Zhang presidente“All’inizio mi ha sorpreso conoscere Steven Zhang. Ma ci metti poco a capirne l’intelligenza, la saggezza e la serietà, tutte qualità con cui gestisce un club a cui si sente legatissimo. Per noi giocatori era un punto di riferimento fondamentale. Lo rispetto moltissimo”. 

L’Inter come anti Juve: “Non è così lontana. Il progetto è ottimo”.

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