Sabatini: “Inter? Forte delusione. La Samp non è subalterna dei nerazzurri”

Sabatini: “Inter? Forte delusione. La Samp non è subalterna dei nerazzurri”

L’ex direttore: “La società nerazzurra ha rappresentato per me una forte delusione”

di Pasquale Formisano, @Formigoal

Qualche mese dopo aver svestito i colori nerazzurri Walter Sabatini si è colorato totalmente di blucerchiato: il dirigente, infatti, è un nuovo membro attivo della Sampdoria e, nella conferenza stampa di presentazione, ha parlato della voglia di ripartire col calcio italiano, lanciando una piccola stoccatina anche all’Inter: “ “Poter accettare la Sampdoria è stato bello, potrò tornare a frequentare la mia utopia calcistica, il mio modo di pormi davanti al calcio”.

REALTÀ SUBALTERNA? –Perché penso di essere alla Juventus, alla Roma o all’Inter. Non considero la Samp subalterna a queste altre realtà. Vivo per mettermi in discussione, altrimenti mi annoio. Qui posso coltivare e elaborare una strategia forte per essere sempre competitivi. Non sopporto la sconfitta, odio perdere, mi fa sentire in colpa”.

GIAMPAOLO –Ho scelto questi colori per Giampaolo. Io credo in lui, lo conosco da quanto era allenatore ombra al Giulianova. E’ il valore aggiunto di questa società, è un demiurgo, l’uomo che forgerà l’idea di ciò che dovremmo essere. Lo considero molto vicino alla perfezione, uno dei migliori in Europa”.

FERRERO –Ferrero è un artista. È una persona un po’ come me, un dirimpettaio della follia, dirompente nei modi di fare”.

DELUSIONE INTER – L’Inter è stata una feroce delusione, mi sono dimesso perché non mi sentivo in totale sintonia nè con l’ambiente nè con Suning. Ero stato assunto per costituire un network internazionale, poi sono cambiate alcune norme interne al governo cinese che si sono rimembrate nel calcio e questo progetto è andato in depressione. Mancando i presupposti, una mia permanenza sarebbe stata asfittica. Non vedevo che il mio modo di pensare e operare potesse coincidere con la proprietà cinese, non sentivo di potermi esprimere, non sentivo di poter portare a buon fine le operazioni. Sono stati generosi ad accettare le mie dimissioni, è un rammarico, nessuna rivendicazione. Quando mi calo in un’altra realtà, mi dimentico quello che ho alle spalle. La società ha fatto delle scelte tecniche che condivido”.

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