Sconcerti: “Normale che l’Inter non sia soddisfatta di de Boer”

Sconcerti: “Normale che l’Inter non sia soddisfatta di de Boer”

Secondo il giornalista, con gli sforzi economici fatti sul mercato, la squadra nerazzurra ha una rosa tale da poter esprimere molto di più

intervista sconcerti

Come riportato dal Corriere della Sera, Mario Sconcerti ha fatto la propria analisi sul momento dell’Inter e sulle difficoltà avute da Frank de Boer.

DE BOER – “A me l’Inter piace, la trovo piena di ottimi giocatori, difficilmente assemblabili, ma capaci di ottenere risultati dovunque. Mi sembra che nell’isteria del momento, nella ricerca di colpe immediate, ci si stia dimenticando un po’ di questo. De Boer ha avuto una buona squadra e questa squadra resta. Non può saper esprimere solo questo cattivo gioco, lento e di poca anima. Non è interessante capire ora le colpe di de Boer, che sono evidenti e alleggerite solo dalla sua civiltà, dal suo saper essere sempre una buona persona. È importante cominciare a ripartire da una base tecnica, dal buon calcio potenziale dell’Inter, cioè dalla qualità effettiva dei giocatori. Mi sembra che l’Inter abbia bisogno di normalità. Nell’euforia dei momenti critici abbiamo tutti abusato di superlativi, ma esiste una via di mezzo che l’Inter ha abbondantemente dentro di sé. Ci siamo fatti tutti prendere la mano dall’integralismo malinconico di de Boer che ha camminato su un filo di nailon senza mai capire cosa davvero ci fosse sotto“.

SQUADRA – “Ci siamo dimenticati l’Inter. Che è e deve essere un’ottima squadra. Nel dimenticarsi abbiamo normalizzato tutto, da Joao Mario a Banega, da Perisic a Icardi. Non è così, ci sono grandi giocatori senza atteggiamento, ma la squadra non può non esistere. Questo da solo giustificherebbe l’esonero di de Boer. Se il modo di comportarsi di una squadra è univoco, sempre lo stesso, se appartiene a tutta la squadra, questo è sempre sul conto di chi l’allena. Una squadra può essere divisa, spaccata, ma viva. L’Inter non lo è pur avendo tutto per vivere. C’è intorno una confusione fitta come la vecchia nebbia milanese, ma dentro quella nebbia, a cui eravamo tutti peraltro affezionati, c’è del buon calcio che va tirato fuori. Non può essere un’impresa, è solo un’evenienza normale. Capisco ci siano responsabilità della società, ma la società non paga mai subito, è un argomento successivo. E ha il diritto di non essere felice dei risultati per quello che ha fatto sul mercato. È tempo ora di lavorare solo sulla squadra perché resta la cosa migliore dell’Inter“.

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