Spalletti: “La musica della Champions io la sento domani anche negli spogliatoi di Ferrara. Abbiamo bisogno di più Borja Valero”

Spalletti: “La musica della Champions io la sento domani anche negli spogliatoi di Ferrara. Abbiamo bisogno di più Borja Valero”

L’allenatore nerazzurro ha incontrato i giornalisti alla vigilia dell’ottava giornata di campionato

di Raffaele Caruso

Tottenham, Sampdoria, FiorentinaCagliari, Psv e… Spal? L’Inter di Luciano Spalletti non vuole interrompere la striscia di vittorie consecutive e domani sera a Ferrara contro la formazione di Semplici è chiamata a non fallire l’appuntamento con i 3 punti per continuare la propria corsa in campionato. Prima, però, il tradizionale appuntamento con la conferenza stampa di presentazione dell’incontro con Spalletti che ha risposto alle domande dei giornalisti presso il centro sportivo Suning di Appiano Gentile.

Il tecnico nerazzurro si è concesso come di consueto prima ai microfoni di Inter Tv: “Per quello che si è visto, dobbiamo fare uno sforzo e pensare a quello che è avvenuto nelle precedenti situazioni dove abbiamo fatto un bel filotto. La musica di Champions io la sento domani anche negli spogliatoi di Ferrara. Noi teniamo tutti in considerazione, ora è un momento particolarmente felice sotto l’aspetto della disponibilità. Teniamo presente l’impegno di tutti i giocatori, anche di Joao Mario. Keita dal 1′? E’ possibile. I tifosi sono il perno trainante del movimento Inter. Senza il loro affetto e il loro amore non ci sarebbe il corpo. Noi dobbiamo seguirli sempre, loro sono sempre lì ad aspettarci”.

– La sfida di domani: “E’ successo in passato di riabbassare il livello di tensione e di qualità di partita in partita. La prima cosa che dobbiamo fare è quella di mantenere quelle qualità mostrate in queste vittorie. Sono sicuro che domani la squadra sarà pronta dal punto di vista mentale. Noi dobbiamo completare questo recupero prima della sosta.  La musica della Champions io la sento domani anche negli spogliatoi di Ferrara. Se qualcuno non la sente, la mettesse nei telefonini. Brozovic e Vecino? Non vengono aiutati. L’attacco non rimane, la squadra si allunga. Questo non è corretto. Loro non stanno facendo bene sotto questo punto di vista, non vengono aiutati e perdono qualità”.

La gestione del turnover: “Il termine turnover mi garba un po’ poco. Io ho sostituito dei titolari con altri titolari. Turnover? Sono tutti titolari, abbiamo una rosa ampia. L’anno scorso avevamo pochi giocatori. In campo ci va sempre l’Inter e in campo bisogna sempre avere un comportamento da Inter”.

– La vittoria in Olanda: “Stiamo lavorando nella maniera giusta e siamo nella direzione giusta. Secondo me non abbiamo ancora espresso il nostro massimo e queste vittorie non devono farci stare comodi. Quando si indossa questa maglia, ogni situazione diventa un esame. Abbiamo fatto bene, abbiamo fatto dei risultati molto importanti. Si è visto che siamo riusciti a mantenere un certo equilibrio anche dopo che siamo passati in vantaggio. Dobbiamo solo mantenere quest’attenzione”.

– La crescita mentale della squadra:Io sono soddisfatto soprattutto della crescita mentale e del carattere della squadra. Siamo rimasti in grande equilibrio. Nella partita contro la Spal vedremo se questa mentalità che abbiamo evidenziato in queste partite è a pelle o sottopelle. Perché se è a pelle, c’è il rischio che dopo un paio di docce vada via. Se è sottopelle, rimane”.

– La sconfitta contro il Parma: “Noi contro il Parma abbiamo fatto una grande partita. Non siamo stati bravi a creare tante occasioni per fare gol ma a campo aperto non abbiamo concesso quasi nulla. Siamo stati equilibrati e aggressivi. Quello che fa la differenza è sempre il lavoro, l’attenzione e la disponibilità che uno ci mette. Non è un risultato o un episodio che può mandarmi in confusione”.

– La sosta per le Nazionali:E’ vero che si può sistemare qualcosa ma non ci ho messo ancora la testa alle diverse proposte. Mi diventa difficile rispondere, rischio di fare confusione”.

– Il giocatore che ha più stupito Spalletti: “Io sono quasi sempre innamorato dei miei giocatori. Non mi stupisco per una giocata semplice, è difficile. Sono quasi al massimo come predisposizione. Vedere però uno come Borja Valero che ha 45 anni (ride), che sta fuori per 4-5 partite ma si allena sempre al massimo e che quando entra fa la differenza per 10 minuti, mi permette di dire più Borja Valero abbiamo come passione e disponibilità, più riusciremo a percorrere una strada importante”.

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