Telles: “Grato a Mancini. Eravamo da scudetto, ora puntiamo alla Champions”

Telles: “Grato a Mancini. Eravamo da scudetto, ora puntiamo alla Champions”

In una lunga intervista l’esterno dell’Inter ha speso parole importanti su Mancini e parlato degli obbiettivi stagionali della squadra nerazzurra

In una lunga intervista a Goal.com, Alex Telles, esterno dell’Inter, ha parlato di Mancini e degli obbiettivi stagionali dei nerazzurri. Il suo nome è finito nella lista dei partenti e difficilmente resterà all’Inter il prossimo anno, facendo probabilmente ritorno al Galatasaray.

MANCINI – “Mi aiuta molto, io mi sto rendendo conto di essere cresciuto parecchio sotto questo aspetto e quello dell’intensità. Negli allenamenti è sempre molto attivo, partecipa molto, negli allenamenti tattici partecipa e si prende il pallone. Sta sempre in contatto coi giocatori e col campo, penso perché gli piaccia essendo stato giocatore. E’ un tecnico che ha fiducia nel mio lavoro e nel mio potenziale, gli sarò eternamente grato. Mancini è molto importante per la mia carriera, lo rispetto tantissimo sia per il suo passato di giocatore ed allenatore, ma anche per il rispetto che ha lui nei miei confronti“.

PANCHINA? – “Sono tranquillo, so che chi sta giocando lo sta facendo bene. Io aspetto sempre la prossima opportunità per scendere in campo e dare il meglio per l’Inter“.

ESTERNO OFFENSIVO – “A me piace attaccare e difendere. Anche se mi piace di fare di più l’esterno offensivo, perché posso andare più spesso in avanti. Ma Mancini ci dà molta libertà in campo, indipendentemente dal nostro schieramento. E stiamo bene, perché a tutti piace giocare. Le mie caratteristiche principali sono offensive. Riesco ad arrivare bene nell’area avversaria, per creare giocate o fornire l’assist vincente. Sono le mie caratteristiche sin da quando giocavo in Brasile. Ma quando sono arrivato in Italia ho dovuto capire che non potevo solo attaccare. Prima di tutto bisogna difendere poi riconquistare il pallone, non correre in maniera sbagliata come dice la gente. I tecnici sanno che in Brasile il calcio è più offensivo, e la difesa non rappresenta una grossa preoccupazione. Ma quando la gente arriva qui il modo di pensare cambia. In Italia la cosa più importante è la compattezza della squadra. per poter poi cambiare fronte“.

OBBIETTIVI – “Le qualità di questo gruppo ci potevano consentire di lottare per lo scudetto ma purtroppo quel traguardo è ormai troppo distante. Abbiamo ottenuto una buona serie di vittorie nel girone di andata anche se tante per 1-0. Eravamo in vetta, ma sapevamo che il girone d’andata non conta niente. Dobbiamo ora dare sempre il massimo, siamo in condizione di poter conquistare il terzo posto che vale la Champions League. E’ l’obiettivo base per la squadra in questa stagione, sappiamo che c’è la possibilità e cercheremo di arrivarci. Dobbiamo vincere, senza pensare troppo alle avversarie. Chiaro che un occhio ai loro risultati lo buttiamo sempre, ma la prima cosa dobbiamo fare il nostro lavoro e farlo bene“.

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