24 Giugno 2017

Vecchi: “Chi ha alle spalle la famiglia ed il procuratore giusto è avvantaggiato”

L'allenatore della primavera nerazzurra ha parlato a Sky
intervista vecchi

Ospiti di Sky, l’allenatore della Primavera dell’Inter Stefano Vecchi e Roberto Samaden sono stati intervistati ed hanno toccato diversi argomenti nelle loro dichiarazioni: ecco le parole del tecnico.

GIOCATORI DELLA PRIMAVERA DAL TALENTO SICURO – “Direi Pinamonti, Vanheusden che è un profilo interessante, nazionale belga, difensore centrale, miglior giocatore delle finali quest’anno, Emmers, altro belga molto forte, Valietti, giocatore della Nazionale. Abbiamo molti ragazzi interessanti”.

CASO DONNARUMMA E RAGAZZI GIOVANI NEL CALCIO – “Se ne rendono conto perché iniziano a vivere una realtà che è lo spogliatoio dei grandi, lo spogliatoio di squadre importanti, iniziano ad emulare in tutto e per tutto i giocatori più esperti, più adulti, per cui sono ben consapevoli di ciò che gli succedere, a volte per qualcuno diventa la normalità e perdono di vista quello che gli è servito per arrivare lì che è il grande impegno e il grande lavoro che ci hanno messo per cui non devono montarsi la testa”.

PIÙ IMPORTANTE FAMIGLIA O ALLENATORE – “Chi ha alle spalle la famiglia giusta e il procuratore giusto è sicuramente avvantaggiato”.

UN CAMPIONE LO VEDI DA CORAGGIO, ALTRUISMO O FANTASIA? – “Sono tutte e tre qualità importanti: coraggio e altruismo sicuramente fan parte di giocatori importanti, che possono non solo esaltare se stessi ma anche far parte di un gruppo forte”.

SUCCESSORE DI PIOLI – “L’ho vissuta con un po’ di tensione e un po’ di apprensione, dopo la prima sconfitta avevo anche un po’ il timore di fare un filotto di sconfitte, poi per fortuna si è riusciti a fare un paio di vittorie che hanno reso più leggere quelle settimane”.

DIVENTARE ALLENATORE PRIMA SQUADRA – “Lo sono stato, fino alla Serie B, adesso sono contentissimo di essere all’Inter, in una squadra forte, di allenare la Primavera e di allenare dei ragazzi. Tre anni fa non si capiva la mia scelta, ora l’ha fatta anche Gattuso, che ha deciso di allenare la Primavera del Milan, quindi vuol dire che quando uno ha passione, quando a uno piace allenare, indipendentemente dai più grandi o dai più giovani, si è contenti di svolgere il proprio lavoro”.

DOPO ESSERE FINITO SOTTO I RIFLETTORI QUANTO È DIFFICILE TORNARE NELL’OMBRA? – “È stato facile perché ho sempre ritenuto la mia cassa il settore giovanile e la Primavera dell’Inter, sono state un’anomalia quelle 4 settimane fatte con la prima squadra. Sono stati sempre molto chiari, senza illusioni, abbiamo cercato di fare il nostro lavoro vivendolo in modo spensierato ma con la consapevolezza di aver a che fare con una realtà di una squadra di livello mondiale”.

QUANTO RECITA UN ALLENATORE – “80% sé stesso e 20% recita, facendo finta di non sentire o di essere duro quando c’è bisogno di caricare l’ambiente, oppure cerca di scherzare prima di una partita importante quando invece mentre dentro di sé è teso quanto i giocatori”.

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