Vernazza: “L’Inter è rinata quando Spalletti ha tolto Borja Valero e inserito Rafinha”

Vernazza: “L’Inter è rinata quando Spalletti ha tolto Borja Valero e inserito Rafinha”

Il giornalista, intervenuto sulla Gazzetta dello Sport, ha espresso il proprio parere sulla corsa Champions, sul calendario e sui fattori della rinascita

di giuseppinacitera

Attraverso le pagine della Gazzetta dello Sport, l’editorialista Sebastiano Vernazza ha espresso alcune riflessioni sulla possibilità dell’Inter di qualificarsi alla prossima Champions League: “Mai dire mai, però lo 0-0 nel derby sembra aver tagliato fuori il Milan dalla lotta. I nerazzurri hanno il vantaggio di non essere costretti a sprecare energie psicofisiche in altre competizioni. Le coppe prosciugano, loro possono allenarsi con continuità ad Appiano. Sul piano assoluto parliamo di tre squadre che più o meno si equivalgono. Sono strutturate, esibiscono riconoscibilità di gioco, azione e pensiero. Il parco giocatori può essere il punto di fragilità di Spalletti. I milanesi hanno meno opzioni di ricambio, la Roma qualcuna in più, la Lazio per contro sembra una miniera: domani, a Udine, Simone Inzaghi farà riposare Luis Alberto e Nani“.

Il giornalista ha evidenziato i fattori chiave della rinascita: “La Beneamata ha recuperato il passo dell’autunno perché ha strambato (virato) bene. Spalletti ha riposto nella scrivania il compasso di Borja Valero, utile all’inizio per definire geometrie e rimettere ordine. Il gioco corto del regista spagnolo è servito per scrivere l’alfabeto in una squadra che aveva smesso di leggere e scrivere. Quando il copione è diventato noioso, per nulla creativo, l’allenatore toscano si è affidato al pennello di Rafinha, un giocatore capace di dare variazioni al gioco e di mostrare giocate imprevedibili. La trasformazione è riuscita senza perdere la durezza di fondo della prima parte di campionato: l’Inter vanta la terza miglior difesa del campionato, ha subito un gol in più del Napoli e cinque in più della Juve, ma tre in meno della Roma e diciotto in meno della Lazio. Quest’ultimo dato, un piccolo abisso, potrebbe risultare decisivo, se mantenuto fino alla fine. Neppure nel suo momento peggiore, tra Natale e la fine di febbraio, l’Inter ha sbracato. Ha sempre mostrato una solidità di base, tranne che a Marassi contro il Genoa, serata in cui lo sbandamento era visibile a occhio nudo. Hanno recuperato, ma nell’immediato il calendario è un nemico. Davanti a sé due trasferte difficili, domani a Torino contro il Toro e sabato 14 a Bergamo contro l’Atalanta. Saranno viaggi con sovraccarichi emozionali. Gli ex Walter Mazzarri Gian Piero Gasperini si sono lasciati male con la squadra,  per ragioni più o meno uguali, di incompatibilità ambientale. Saranno due partite determinanti, per la classifica e per testare la ritrovata affidabilità. Dell’Inter, questo lo sanno tutti, non ci si può mai fidare a scatola chiusa”.

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