Verso Torino-Inter: Pioli non cambia e sono 3 di fila

Verso Torino-Inter: Pioli non cambia e sono 3 di fila

Il tecnico nerazzurro insiste sulla formazione che ha fatto 12 gol in 2 partite

L’avvento di Stefano Pioli all’Inter ha decisamente portato un po’ di chiarezza all’interno dello spogliatoio.  I nerazzurri mal digerivano gli esperimenti tattici di de Boer al punto che, il nuovo tecnico, ha preferito creare uno zoccolo duro al quale dare fiducia, partita dopo partita. Infatti, come riporta La Gazzetta dello Sport: “Da quel 20 novembre in cui esordì con il derby ci sono ben sette giocatori cui non ha mai rinunciato se non perché impossibilitato a schierarli. Si tratta di Handanovic, D’Ambrosio, Medel (in panchina a Palermo ma non ancora pronto dopo l’operazione al ginocchio), Miranda, Gagliardini (arrivato in gennaio), Candreva e Icardi”.

IL TALISMANO – Dopo aver effettuato qualche esperimento con la difesa a 3, Sostituendo Ansaldi con Murillo, Pioli pare aver deciso per la difesa a 4: “Ansaldi ha messo la freccia su Murillo. Dopo un periodo non facile, in cui sembrava l’anello debole della squadra, l’argentino si è ripreso la fascia sinistra (dove peraltro deve adattarsi, mancando in rosa terzini mancini) ed è diventato una sorta di talismano. Con lui in campo infatti ha vinto le ultime 9 partite”.

LE DUE TORRI –  Ma il vero successo di quest’Inter passa dal centrocampo: Kondogbia e soprattutto Gagliardini hanno rivoltato la squadra, dandole solidità, fisicità ed anche tempi di gioco pressoché perfetti, mettendo un po’ in ombra Joao Mario e Brozovic: “Il portoghese, al pari di Brozovic, sta quindi pagando soprattutto l’esplosione delle torri gemelle GagliardiniKondogbia. Da quando è arrivato a Milano, l’azzurro ha sempre giocato. Fuori solo in Coppa Italia contro la Lazio. Ed è arrivata una sconfitta. Kondogbia invece si è alternato con Brozovic, fino a quando per un fallo di Pjanic il croato si è rotto un dito del piede destro. Da quel 5 febbraio, il francese ha avuto via libera. E se l’è meritata con prestazioni di grande sostanza”.

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