Zanetti: “Abbiamo grandi ambizioni, per questo siamo consapevoli della forza del Psv. De Boer estremamente professionale, De Vrij un giocatore fantastico”

Zanetti: “Abbiamo grandi ambizioni, per questo siamo consapevoli della forza del Psv. De Boer estremamente professionale, De Vrij un giocatore fantastico”

Il vice-presidente nerazzurro ha concesso una lunga intervista al quotidiano olandese De Telegraaf

di Luca Tagliabue

In occasione della trasferta olandese di Champions, in cui l’Inter dovrà superare l’ostacolo PSV per continuare il proprio cammino nel girone a punteggio pieno, il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti ha concesso una lunga intervista al quotidiano olandese De Telegraaf. Riportiamo di seguito tutti gli argomenti trattati.

GLI ANNI PRECEDENTI ALL’ARRIVO A MILANO – “Prima di andare al Talleres, fui scartato dall’Independiente. Secondo i loro tecnici formatori, non ero fisicamente adatto al calcio professionistico. In quel momento il supporto della famiglia è essenziale; mi hanno stimolato a continuare a inseguire il mio sogno e a non mollare. Poi mi sono fatto anche una cultura improntata al lavoro duro, che seguo da quasi trent’anni ed ormai è rimasto uno schema fisso di vita. Poi, c’è anche la passione; è essenziale non solo essere professionalmente coinvolti su tutti i fronti, ma anche che ti piaccia ciò che fai. Mi piace ancora allenarmi tutti i giorni, gioco con Inter Forever insieme a tanti grandi nomi del passato dei nerazzurri. In questo modo non solo mi tengo in contatto con i miei vecchi compagni di squadra, ma è anche un modo perfetto per tenermi in forma”.

IL RAPPORTO CON L’INTER – “Devo tutto a questo club. Sono arrivato qui nel 1995 che avevo 22 anni, e mai avrei potuto immaginare di essere qui 23 anni dopo. Ecco perché per me l’Inter è una famiglia. Non posso descrivere in maniera migliore il mio sentimento. Voglio farne parte per sempre. Ecco perché non ho esitato a rimanere in questo club come dirigente. Il mio esempio? Lothar Matthaus, che ha giocato all’Inter prima del mio arrivo. Ammiravo non solo il suo modo di giocare a calcio, ma anche il modo in cui trascinava qualunque squadra in cui giocasse”.

L’ANNO DEL TRIPLETE“Un’annata eccezionale. Ovviamente spero che possa ripetersi, ma è più facile a farsi che a dirsi. Ciò che ha fatto l’Inter in quel momento è ancora considerato qualcosa di unico nel calcio italiano. Perché l’ho vissuto di persona e so quanto sia lunga e difficile la strada per ottenere quel successo fenomenale. Ma mi rendo altresì conto di come sia difficile eguagliarlo. Siamo molto ambiziosi, ma sarebbe ingiusto considerare il 2010 come punto di riferimento della squadra attuale”.

LA NUOVA PROPRIETA’“I nostri nuovi proprietari hanno aumentato il livello della nostra ambizione. Ecco perché è molto importante che l’Inter sia tornata in Champions. Questo di per sé è già positivo, ma questa stagione deve essere migliore della precedente. In realtà siamo in un processo che dobbiamo portare avanti. Seguiamo da vicino anche il calcio olandese. Anche se la Nazionale è stata assente all’ultimo Mondiale, il livello è migliorato. Poi qui all’Inter abbiamo un giocatore fantastico come Stefan de Vrij. Un ragazzo capace di consolidare il gruppo anche fuori dal campo, il che è di importanza vitale per la creazione di una nuova squadra”.

FRANK DE BOER – “Frank è stato estremamente professionale dal primo giorno, ma la sfortuna ha fatto sì che le cose non andassero bene. Questa è sempre una situazione difficile. Alla fine devi mandare via qualcuno, ma allo stesso tempo speri che la decisione non influenzi la relazione personale. Perché Frank è un bravo ragazzo e un grande professionista. Sfortunatamente, i risultati purtroppo non hanno girato a suo favore”.

IL PSV EINDHOVEN – “Le nostre ambizioni sono grandi e questo è il motivo per cui siamo molto consapevoli della forza del PSV, un team ben organizzato, con qualità, che non è facile da affrontare. Ma senza ambizioni non potrai mai andare ai vertici”. E sempre a proposito di olandesi, Zanetti ricorda anche Wesley Sneijder, grande protagonista del Triplete del 2010: “Wesley è stato un fattore importante in quell’anno trionfale, quando abbiamo vinto la Coppa Italia, il campionato e anche la Champions League e il Mondiale per club; è arrivato dal Real Madrid ed è stata incredibile la velocità con la quale si sia integrato nella famiglia nerazzurra. E’ stato un valore aggiunto sia dentro che fuori dal campo”

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