PREPARATI AL MATCH – Tutto su Inter-Roma

PREPARATI AL MATCH – Tutto su Inter-Roma

Alle 20.45 il fischio di inizio di Inter-Roma, anticipo serale dell’undicesima giornata. Gara della verità per entrambe le compagini: i giallorossi vogliono allungare e dare un segnale forte alle rivali, i nerazzurri faranno di tutto per tenere vivo il sogno scudetto. Analizziamo il match nel nostro consueto articolo pre-partita.

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Inter-Roma è ormai uno dei grandi classici del campionato italiano degli ultimi quindici anni: Recoba, Vieri, Emerson, Batistuta, Chivu, De Rossi, Figo, Ibrahimovic, Aquilani, Samuel, Milito, Totti, Sneijder, Eto’o, fino ad arrivare a Icardi e Gervinho, sono solo alcuni dei giocatori che hanno fatto balzare in piedi il pubblico esigente e ben abituato di San Siro. Negli ultimi anni, però, le due squadre non hanno mai giocato per obiettivi comuni: 25 e 15 sono stati i punti di distacco a fine campionato rispettivamente nella stagione 2013/14 e 2014/15. Quest’anno, nonostante le voci dall’esterno, le critiche e le opinioni di giornalisti-giornalai, il campo ha parlato chiaro e il match – non abbiamo alcun timore nell’affermarlo – rientra nella categoria delle sfide scudetto. Ovvio che, essendo al 31 di ottobre, ancora troppe gare andranno vinte per poter pronunciare quella magica parola; ovvio anche che, per il gioco espresso finora, se qualcuno ci costringesse a puntare anche solo un centesimo su chi sarà più in alto delle due in classifica a maggio la scelta propenderebbe verso i capitolini. Ma il calcio insegna che non bisogna mai sottovalutare niente e che saper godere dei momenti belli, finché durano, è cosa buona e giusta. Certamente se c’è una squadra che deve fare i conti con le ossessioni da primo posto, quella non è l’Inter. Esattamente quarant’anni fa qualcuno ha cantato “anyway the wind blows, doesn’t really matter” (trad. “comunque soffi il vento, non importa“): forse, almeno per il big match di oggi, pensarla così può solo fare bene.

LA STORIA – Il primo Inter-Roma risale al 1927 e si concluse con un pareggio ricco di gol (3-3), quasi a voler sottolineare che nel prosieguo della storia pochi – solo 9 – sarebbero stati i match senza reti tra le due squadre. Da allora sono state giocate in totale 100 partite, con un bilancio che vede nettamente in vantaggio i nerazzurri con 56 successi, a fronte di 27 pareggi e 17 sconfitte; la media gol è pari quasi a 3 marcature ogni 90 minuti (188 le realizzazioni dei padroni di casa, 106 quelle degli ospiti). Nel novero dei cento incontri si contano ben 16 partite di coppa: 11 sono state valevoli per la Coppa Italia, competizione in cui negli ultimi dieci anni Inter e Roma sono state protagoniste di una vera e propria sfida infinita, e 4 per la Supercoppa di Lega nel periodo post-calciopoli. Infine si ricorda la finale di Coppa Uefa del 1991: l’8 maggio di ventiquattro anni fa i gol di Matthaeus e Berti suggellarono il trionfo del Biscione. Nello scorso campionato i nerazzurri hanno battuto i giallorossi per 2-1, con i gol di Hernanes, Nainggolan e Icardi.

IL PRESENTE – Due sono i punti che separano le compagini all’alba dell’undicesima giornata. Il dato su cui però è più utile concentrarsi non è quello dei punti totalizzati, quanto quello dei gol fatti e subiti: i giallorossi hanno il miglior attacco del torneo con 25 gol messi a segno (in media 2,5 a partita), mentre i nerazzurri sono sul gradino più alto del podio delle migliori difese, con solo 7 reti al passivo di cui 4 subite in una sola gara. E l’atteggiamento delle due squadre in campo è assolutamente in linea con i numeri: la Roma prova a imporre da subito il suo gioco a tratti spumeggianti e basato sull’innesco dei due attaccanti esterni con la qualità delle mezzali Pjanic e Nainggolan; l’Inter è quasi sempre attendista, rischia poco e raramente fa arrivare tanti uomini avversari nei pressi di Handanovic, perché prova sempre a tenere il possesso della sfera e la linea difensiva alta. Ma come avviene sempre quando due grandi squadre si affrontano, vincerà chi sarà in grado non di sfruttare i propri punti di forza, ma chi limiterà i punti deboli: ci riferiamo per l’Inter a una preoccupante sterilità offensiva e per la Roma a momenti di black-out troppo frequenti.

LE ULTIME – Mancini, che in settimana ha posto l’attenzione sull’importanza di questa partita, deve fare a meno dello squalificato Felipe Melo e dell’infortunato Vidic, ma può disporre di tutti gli altri giocatori della rosa. Tatticamente il tecnico di Jesi potrebbe propendere per un 4-4-2 che in fase di possesso palla si tramuterà nel 4-2-3-1 che ha pensato per il futuro della squadra. In porta, dopo il miracolo contro il Bologna, giocherà Handanovic; la linea difensiva sarà composta da Santon e Juan Jesus sulle fasce, con centrali Miranda e Murillo (al rientro dopo l’espulsione di Palermo). In mezzo al campo torna Medel, probabilmente coadiuvato da Brozovic: il croato ha ben figurato sia con la Juventus che con il Bologna e può fare le due fasi con la stessa intensità giocando in posizione centrale anziché in fascia, dove perde in propulsione offensiva. A meno di cambi dell’ultimo minuti, le ali saranno Perisic e Guarin; in avanti Jovetic agirà intorno all’unica vera punta centrale della squadra, Mauro Icardi. Dunque panchina, oltre che per Kondogbia, anche per Ljajic e Biabiany, che sembravano in crescita.
Garcia risponde col canonico 4-3-3 e non applica turn-over in vista della Champions. La gara con il Bayer Leverkusen sarà fondamentale, ma quella con l’Inter può valere la prima minifuga del campionato. Szczezny difenderà i pali; si giocano il posto di terzino destro Florenzi e Maicon, che dopo l’ottima prova di mercoledì potrebbe essere riconfermato; completeno il reparto arretrato Manolas, Rudiger e Digne. A centrocampo l’unico dubbio riguarda De Rossi: CapitanFuturo non si è allenato col gruppo fino a ieri, ma pare abbia recuperato e dunque giocherà insieme a Nainggolan e Pjanic. In avanti il trio delle meraviglie composto da Salah e Gervinho si lati di Dzeko.
Mancano tre ore al calcio di inizio di Inter-Roma e ci sono tutti gli ingredienti per un match scoppiettante: appuntamento a San Siro alle 20.45.

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