PREPARATI AL MATCH – Tutto su Inter-Sampdoria

PREPARATI AL MATCH – Tutto su Inter-Sampdoria

La sconfitta di Firenze ha sicuramente posto la parola fine alle velleità di scudetto della banda Mancini e ha complicato la corsa al terzo posto, distante ora quattro punti. La gara di questa sera contro una Samp in piena crisi di risultati deve segnare la svolta in un 2016 finora nefasto.

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Rimediare una sconfitta all’ultimo minuto in uno scontro diretto decisivo è certamente una pugnalata profonda, ma farsi inghiottire dalla negatività può essere ancora peggio: dunque dimostrare di riuscire a reagire è la missione che l’Inter di questa sera deve portare a termine, senza se e senza ma. In ballo, al di là dei canonici 3 punti – che comunque farebbero comodissimo a Miranda e soci -, c’è soprattutto la credibilità di un progetto tecnico, che mai come in questo periodo ha bisogno di mostrarsi diverso, nei risultati, rispetto a quelli fallimentari degli ultimi anni. Anzi, potremmo coraggiosamente risalire perfino alle stagioni precedenti al primo arrivo in nerazzurro di Mancini: anche allora era un’Inter sempre potenzialmente fortissima, che crollava però sulla soglia del “vorrei” facendo presagire un tristissimo “ma non posso“. Deve averlo capito lo stesso tecnico di Jesi, che per la prima volta nella sua storia nerazzurra ha voluto il ritiro ad Appiano Gentile, come a voler far intendere che il tempo per le scuse è giunto al termine. Di fronte, quest’oggi, un’altra squadra che non può più riflettere o fare calcoli speranzosi: la Sampdoria è clamorosamente invischiata nella lotta per non retrocedere e non può lasciare altri punti per strada.

LA STORIA – Era il 1947 quando le due compagini si affrontavano per la prima volta: finì 2-1 per i padroni di casa. Tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa Inter e Sampdoria si sono affrontate altre 63 volte, con un bilancio che pende nettamente a favore dei nerazzurri (38vittorie totali). Solo 7 sono i successi ospiti, tra cui spicca l’ultimo, datato 15 dicembre 1996: una doppietta dell’attuale allenatore blucerchiato Montella e le reti di Franceschetti e Mancini ribaltarono al fotofinish il risultato per il 4-3 finale. Memorabile anche lo 0-2 dell’anno dell’unico scudetto doriano, con Dossena e Vialli che abbatterono gli uomini di Trapattoni. Se guardiamo al passato più recente bisogna ricordare uno dei 19 pareggi che hanno segnato la storia delle sfide tra la due squadre, ovvero lo 0-0 del 20 febbraio 2010: fu la gara delle manette di Mourinho, una delle partite-simbolo della sua Inter, costretta a giocare in inferiorità numerica per gran parte del match (doppia per più di mezzora) e capace comunque di difendersi strenuamente e anche di creare pericoli all’avversario. Proprio questa sera il Vate di Setubal, in una notte fatta di nostalgia – dato l’arrivo a Milano anche di Ronaldo -, sarà in tribuna a San Siro, per la prima volta come spettatore della sua cara vecchia Inter.

LE ULTIME – Mancini deve fare i conti con le squalifiche di Kondogbia (2), Medel e Telles (1) e deve ancora una volta reinventare la formazione rispetto all’ultima uscita. Il modulo dovrebbe essere un 4-3-1-2 abbastanza versatile, che possa trasformarsi in un 4-4-2 puro in fase di non possesso. Due sono i dubbi principali del tecnico ex Galatasaray: se in porta e in difesa si hanno solo certezze – con Handanovic, Nagatomo, Miranda, Murillo e D’Ambrosio titolari – accanto a Felipe Melo si giocano una maglia da titolare Brozovic e Gnoukouri, con quest’ultimo che potrebbe addirittura soffiare il posto al croato; in avanti poi dovrebbero esserci Eder e Icardi, ma Palacio scalpita dopo le ottime prove nelle ultime uscite. Completano la squadra Ljajic e Perisic.
Montella non rinuncia al suo 3-4-1-2 ma a Cassano preferisce Quagliarella e Muriel. A sostenerli ci sarà l’oggetto del desiderio nerazzurro Soriano, in odore di trasferimento a giugno. Senza Pereira e Mesbah sulle fasce agiranno Dodò e Ivan, con la muscolare mediana composta da Barreto e Fernando; in difesa il re degli ex Ranocchia giocherà tra Silvestre e Moisander e davanti al portiere Viviano. Manca qualche ora a Inter-Sampdoria: appuntamento alle 20.45 a San Siro.

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