PREPARATI AL MATCH – Tutto su Lazio-Inter

PREPARATI AL MATCH – Tutto su Lazio-Inter

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La 35esima giornata di Serie A ha già offerto un grande spettacolo con l’anticipo serale di ieri (Milan-Roma 2-1, ndr) e con il derby di Verona dell’ora di pranzo (2-2, ndr) e si avvia a proporci le gare delle squadre impegnate nella lotta per non retrocedere e nella conquista di un posto per le prossime competizioni europee. In questo senso Lazio-Inter, in programma alle 20.45 di stasera, può considerarsi forse il big match della domenica: Klose contro Icardi, Candreva contro Hernanes, Felipe Anderson contro Palacio sono solo alcuni dei duelli che vedremo sul campo dell’Olimpico. Ma ripercorriamo la storia della sfida.

LA STORIA5 maggio 1929: è il primo Lazio-Inter di Serie A e si conclude con un risicato 1-0 per i padroni di casa. Esattamente 73 anni dopo un 4-2 firmato dai biancocelesti Poborski (2), Simeone e Inzaghi rende vane le due realizzazioni ospiti ad opera di Vieri e Di Biagio e consegna clamorosamente lo scudetto alla Juventus, quasi a testimoniare che tutti i match tra queste due compagini che si giocano a fine campionato all’Olimpico – ben sette – risultano assolutamente ostici ai colori nerazzurri – una sola vittoria, ottenuta nel maggio del 2010 nella sfida dello “Scansamose” dei tifosi laziali per sfavorire la Roma nella corsa scudetto. Quello targato Samuel-Thiago Motta è anche l’ultimo successo dell’Inter contro i biancocelesti: da allora sono arrivate quattro disfatte consecutive. Per l’Inter il bilancio totale parla di 81 partite giocate, 21 vittorie, 30 pareggi e 30 sconfitte; otto precedenti anche in Coppa Italia e uno in Supercoppa (4-3 per la Lazio nel settembre del 2000).

IL PRESENTE – Per entrambe le squadre la difficile gara di oggi, assolutamente imprevedibile come nella tradizione di questo match, significa molto in termini di Europa: la Lazio punta all’accesso diretto alla prossima Champions e, quindi, a superare i cugini giallorossi, usciti sconfitti ieri da San Siro; il Biscione vuole continuare ad alimentare un sogno che procede a singhiozzo e che invece porta il nome di Europa League. Ma se per la banda Pioli anche il peggior risultato possibile, ovvero il terzo posto, andrebbe al di là dei pronostici di inizio stagione, per l’Inter rimanere fuori dall’Europa sarebbe una catastrofe rispetto a quanto auspicato ad agosto: venerdì la Uefa ha sanzionato i nerazzurri con una multa di 20 milioni di euro e la mancata qualificazione in coppa limiterebbe in maniera significativa le operazioni di mercato in entrata. Il calendario, tra l’altro, impone alle due squadre dei big match nelle ultime tre giornate: l’Inter affronterà la Juventus sabato prossimo, mentre la Lazio se la vedrà in serie con Sampdoria, Roma e Napoli. Ecco perché la sfida di questa sera rappresenta una possibilità unica per presentarsi al rush finale ben lanciati.

LE FORMAZIONI – In casa Inter le cattive notizia arrivano da Ranocchia, che è ancora in dubbio per un risentimento muscolare: al suo posto, accanto a Vidic potrebbe esserci Felipe con Juan Jesus confermato a sinistra oppure lo stesso brasiliano con D’Ambrosio spostato in fascia; praticamente certo invece l’utilizzo di Santon a destra. In mezzo al campo Mancini sta pensando di schierare Gnoukouri dal primo minuto accanto a Medel e Guarin, con Brozovic e Kovacic in panchina. In avanti, infine, ancora spazio a Hernanes dietro Icardi e Palacio. Shaqiri e Podolski entreranno probabilmente a gara in corso. Nella Lazio, invece, c’è un gradito ritorno: se da un lato De Vrij è ancora fermo ai box, dall’altro Biglia è pronto a riprendere il suo posto da regista dopo un mese. Marchetti difenderà i pali; davanti a lui la linea a quattro sarà composta da Basta, Ciani, Mauricio e Radu; a centrocampo, oltre all’argentino ci sarà Parolo; in avanti il trio Candreva-Mauri-Felipe Anderson sosterrà Klose. Per Pioli l’unico dubbio è rappresentato dal possibile utilizzo di Cataldi: se il tecnico ex Chievo punterà sul giovane prodotto della Primavera biancoceleste è probabile che si Mauri a lasciargli il posto; in tal caso si ritornerebbe al 4-3-3.

di Gianluigi Valente

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