PREPARATI AL MATCH – Tutto su Torino-Inter

PREPARATI AL MATCH – Tutto su Torino-Inter

Alle 12.30 il fischio di inizio di Torino-Inter, anticipo domenicale della dodicesima giornata. Dopo la vittoria contro la Roma, i nerazzurri vogliono proseguire nella loro striscia positiva, ma i granata sono avversario ostico soprattutto quando giocano tra le mura amiche. La corsa verso la Champions League, però, passa soprattutto da queste gare. Analizziamo il match nel nostro consueto articolo pre-partita.

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Torino-Inter, ed ecco a voi le uniche: nessun’altra squadra in Italia può vantare di avere nel bagaglio dei ricordi e delle bacheche anche un aggettivo, Grande, tanto comune negli usi quotidiani quanto indicativo di un passato glorioso. Il motivo della maiuscola è tutto negli scudetti e nelle coppe lucidate con cura a ogni inizio di stagione, nell’orgoglio della gente che per quelle vittorie ha gioito e in quelle vittorie si è riconosciuta. Tanti anni sono passati da quando il Grande Torino e la Grande Inter hanno chiuso i loro cicli immortali e tanti anni dovremo aspettare probabilmente per affidare questo fardello che inizia per G  a una qualsiasi altra realtà sportiva: quel che è certo è che una stagione così importante per l’Inter, alle prese con una rifondazione tanto sospirata e finalmente attuata, non può esimersi da esami così importanti.

LA STORIA – La sfida tra granata e nerazzurri andrà in onda a Torino per la 93esima volta. Il bilancio non è positivissimo per l’Inter, ma comunque in sostanziale equilibrio: se le vittorie dei padroni di casa sono ben trentasei, quelle degli ospiti sono ventinove, a fronte di ventisette pareggi, per un totale di 251 gol segnati (in media quasi 3 gol a match). Anche se le statistiche testimoniano la tradizionale difficoltà per le grandi squadre nel trionfare sul campo del Torino, i piemontesi hanno interrotto solo nella scorsa stagione (l’incontro finì con uno spettacolare 3-3) una serie vittoriosa del biscione che durava dal 1994: l’ultima vittoria del Toro risale infatti al 27 febbraio 1994, quando servirono i gol di Poggi e Cois per superare gli uomini allenati da Giampiero Marini (Torino-Inter 0-2).

IL PRESENTEIndiscrezioni di mercato a parte l’Inter di oggi ha dimostrato di essere già sufficientemente competitiva per quelli che sono gli standard di questo campionato. Essere in vetta alla classifica dopo undici giornate non può più essere considerata una casualità, soprattutto dopo le vittorie con Milan e Roma e il pareggi con la Juventus. Mancini ha indicato la sfida del prossimo 30 novembre a Napoli come crocevia della stagione: prima del big match del San Paolo ci sono però Torino e Frosinone da domare. E se è vero che gli scontri diretti possono dare iniezioni di fiducia non indifferenti, è anche vero che gli obiettivi – di qualsiasi tipo essi siano – si raggiungono solamente se si riesce a fare bottino pieno contro avversari di media o bassa classifica. Ecco perché la gara di oggi, ancor prima di quella di Napoli, è da considerare un esame importante. Il Torino, poi, non è nemmeno una squadra da metà classifica: al momento sono 15 i punti conquistati dagli uomini di Ventura, ma le prestazioni offerte soprattutto nel primo mese di campionato sono da grande squadra, in linea anche con l’ultima nel derby, partita in cui Glik e compagni avrebbero meritato di raccogliere almeno un pareggio. L’ex tecnico del Bari deve però affrontare il serio problema infortuni: Avelar è ai box da quasi due mesi e tornerà solo dopo la sosta; Jansson e Maksimovic sono indisponibili da inizio campionato, e anche Gazzi ha giocato pochissimo e potrebbe rientrare proprio oggi. Siamo assolutamente convinti che una volta rientrate le emergenze il Torino, per la qualità dei suoi uomini a centrocampo, le capacità di corsa degli esterni e il fiuto degli avanti potrà tornare a far paura a tutti gli avversari.

LE ULTIME – Roberto Mancini, almeno come schieramento tattico iniziale, torna al modulo che ha portato quindici punti nelle prime cinque partite, il 4-3-1-2. In realtà in fase di non possesso vediamo molto spesso un 4-4-2 che sfrutta l’appoggio sulle fasce di Perisic e Brozovic, in un momento di forma scoppiettante. Proprio quest’ultimo è a nostro parere l’ago della bilancia da almeno due partite: dopo una partita di grande sacrificio contro la Juventus, fondamentale è stato il suo apporto contro il Bologna e contro la Roma, quando ha agito con grande versatilità anche da interno di centrocampo, mostrando le sue non indifferenti capacità nell’interdizione e nel trasformare l’azione da difensiva a offensiva repentinamente. Nello scacchiere di oggi Icardi sarà scelto come prima punta – dopo l’esclusione per motivi tecnici nel big match contro la Roma – e sarà coadiuvato sicuramente da Jovetic e da uno tra Perisic e Ljajic (il croato potrebbe riposare dato il grande utilizzo delle ultime settimane). Il tecnico di Jesi conferma sulla corsia difensiva di destra D’Ambrosio dopo la buona prova contro i giallorossi; a sinistra è ballottaggio tra Nagatomo e Juan Jesus, con il brasiliano leggermente favorito. Davanti ad Handanovic c’è il muro composto da Miranda e Murillo. A centrocampo, chiudono l’undici Medel, Felipe Melo e il già citato Brozovic, con Guarin squalificato.
Giampiero Ventura deve fare i conti con una importante emergenza difensiva: Jansson e Maksimovic sono ai box da tempo, mentre Bovo è squalificato; così il terzetto arretrato che proteggerà Padelli sarà composto da Glik, Moretti e probabilmente Vives, centrocampista che si adatterà all’esigenza ma che dovrebbe avere l’ingrato compito di vedersela con uno tra Ljajic e Perisic, che nello spunto gli sono senz’altro superiore. Il motivo della scelta potrebbe essere il rientro di Gazzi, che ha recuperato e potrebbe prendere il posto da mediano in mezzo al campo. Accanto a lui Benassi e Baselli, abilissimi negli inserimenti centrali quando uno dei due attaccanti scende fa il movimento contrario a venire verso il centrocampo. Molinaro e Bruno Peres hanno il compito di arare le fasce, mentre in avanti Quagliarella e Maxi Lopez, favorito su Belotti, proveranno a far male ai nerazzurri con i loro dialoghi ravvicinati.
Mancano due ore al calcio di inizio di Torino-Inter e ci sono tutti gli ingredienti per un match scoppiettante: appuntamento all’Olimpico alle 12.30.

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