Derby di Milano: le indicazioni della storia

Derby di Milano: le indicazioni della storia

Tutti i numeri degli ultimi dieci anni: a chi e se conviene essere sfavoriti, che fine ha fatto chi ha risolto le ultime stracittadine, quando e come essere in casa o in trasferta incide…

di Giorgio Crico, @gio_prankster

LA STORIA (RECENTE) DEI DERBY DI MILANO

curva nord derby 2015

Retorica vuole che un derby sia una partita senza pronostici né favoriti, in cui tutto può accadere a prescindere dallo stato di salute reale con cui le due contendenti si accostano alla gara. Anzi, la tradizione vorrebbe pure che sia la squadra messa peggio in quel frangente a vincere più spesso e che – quindi – arrivare alla stracittadina da “favoriti” quasi porti male. Ma è davvero così? E giocare “in casa” porta un qualche vantaggio, a livello di punti? Qual è il risultato più comune degli ultimi anni?

Abbiamo preso in esame gli ultimi dieci anni di Derby della Madonnina per capire se la vulgata popolare abbia effettivamente ragione o no e qualche dato interessante è in effetti emerso. Per avere un’unità di criterio invariabile, abbiamo scelto di considerare come “favorita” la squadra più in alto in graduatoria al momento della sfida, senza andare a ripescare dichiarazioni pre-partita dei protagonisti, bollettini medici, analisi dell’epoca, contestualizzazioni eccetera, visto che sul lungo periodo e con una buona mole di dati a disposizione tali differenze finiscono per essere trascurabili.

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