Napoli-Inter, i top e flop: Ljajić commovente, Nagatomo disastroso. Brozović…

Napoli-Inter, i top e flop: Ljajić commovente, Nagatomo disastroso. Brozović…

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jovetic ljajic fiorentina

Nonostante la sconfitta per 2-1 al San Paolo (leggi QUI il riassunto), non è difficile individuare i tre migliori in campo per l’Inter, così come è inevitabile riscontrare i tre giocatori che hanno peggio figurato. Analizziamone, di seguito, le prestazioni.

I TOP 

Marcelo Brozović – Dopo il bello scampolo di partita, condito dal gol, contro il Frosinone, guadagna una maglia da titolare e la legittima con una bella prestazione. Veloce nella gestione della palla in mezzo al campo, pericoloso e grintoso nelle ripartenze. Ottimo nel fraseggio con i compagni, si trova bene con Adem Ljajić e si rende pericoloso quanto possibile in fase offensiva. Se continua a crescere, sarà difficile tenerlo fuori.

Jeison Murillo – Se si subiscono due gol e tra i migliori c’è un difensore, vuol dire che si tratta di qualcosa di speciale. E così è il centrale colombiano dell’Inter, esplosivo e dinamico. Miracoloso con una scivolata nel secondo tempo su Higuaín, altrettanto prezioso nel primo quando lo chiude allo stesso modo su un tiro da fuori area. Non molla di un centimetro e si arrende soltanto allo strapotere fisico del top player argentino in occasione del secondo gol. La coppia con Miranda è insuperabile per gli umani. Higuaín è un caso a parte.

Adem Ljajić – Quando in campo si è dieci contro undici, lui prova a riportare in parità numerica i suoi con grinta e sacrificio. Corre, tenta la giocata quando necessario e cerca il fraseggio laddove possibile. Trova il gol del 2-1 con forza e cattiveria, per poi caricarsi la squadra sulle spalle nella ricerca del gol del pareggio. Ottiene la seconda bella prestazione consecutiva dopo il Frosinone e si candida a diventare uno dei pochi insostituibili di Mancini. Con una carta d’identità ancora favorevole, potrebbe essere arrivato il momento della sua definitiva maturazione.

I FLOP

Yuto Nagatomo – Premessa dovuta: come sottolineato da Roberto Mancini, il rosso è esagerato, in quanto il primo cartellino è figlio di una simulazione di Callejon e già eccessivo. Se però, al quarantesimo del primo tempo, pende su di te un’ammonizione, è abbastanza inutile azzardare una scivolata sulla fascia, specie quando sei uno dei giocatori più veloci in campo. In generale, un po’ confuso e distratto, e ce ne si accorge quando interviene su un pallone che il Napoli stava sportivamente restituendo all’Inter. Se contro la Roma il suo inserimento da titolare aveva funzionato, in questo caso il mister ha ottenuto l’effetto contrario.

Fredy Guarín – Ormai lo conosciamo. Croce e delizia, giocatore dalla doppia faccia e spesso troppo lunatico. Sebbene mostri buona iniziativa, non incide sulla gara ed è spesso impreciso. Si fa innervosire, e non è la prima volta, a inizio secondo tempo, per poi uscire dal campo con un magro bottino. Certo, se il sinistro a giro del primo tempo fosse entrato, Mancini avrebbe ancora avuto ragione (vedasi il Derby di inizio campionato), ma la sensazione è che il suo schieramento nelle gare importanti stia diventando un terno al lotto.

Mauro Icardi – Difficile farsi spazio in mezzo a una difesa così solida, ancor di più sotto per 1-0. Prova a recuperare un paio di palloni, riuscendoci, ma sembra un giocatore spaesato e neutralizzato quando la squadra subisce. Deve maturare e imparare a soffrire insieme ai suoi, lottando come il Ljajić del secondo tempo e procacciando palloni con cui far iniziare le azioni, quando necessario. Giusta la sostituzione nei suoi confronti da parte di Mancini, a prescindere dalla prestazione, dal punto di vista tattico.

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