INTER-PARMA – Le pagelle: benino il centrocampo, male tutto il resto

INTER-PARMA – Le pagelle: benino il centrocampo, male tutto il resto

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Ecco le nostre pagelle relative a Inter-Parma, gara valida per la 29^ giornata di campionato.

HANDANOVIC: 6 – Il portiere sloveno non è impegnatissimo e non deve compiere interventi decisivi. Siamo pronti a scommettere che sia il più annoiato dei giocatori scesi in campo. SPETTATORE PAGATO SANTON: 5,5 – Il ‘bambino’ gioca la sua settima partita in campionato da quando è tornato e sfodera un prestazione tutto sommato sufficiente, soprattutto in fase difensiva. Uniche colpe: aver lasciato i compagni in dieci per quasi due minuti in concomitanza con l’alta pressione del Parma a fine primo tempo e non osare in fase offensiva. SI PUO’ DARE DI PIU’ RANOCCHIA: 5,5 – Tutta la difesa dell’Inter, in una gara lenta come quella di oggi, aveva l’opportunità di essere impeccabile per la prima volta in campionato. Il capitano non gioca malissimo, ma in alcune situazioni fa sembrare Ibrahimovic uno come Belfodil: il che non è accettabile. ANCORA RIMANDATO FELIPE: 6 – Se fossimo stati costretti a scommettere sulla prestazione negativa di qualcuno, avremmo puntato tutto su Felipe. E non perché l’ex Parma non sia un buon difensore, ma perché per chiunque esordire in questa Inter potrebbe rivelarsi un incubo anziché un sogno. Invece il brasiliano ci sorprende e, anche se non ci ricorda il miglior Samuel, comunque sbaglia meno degli altri. QUASI PROMOSSO PODOLSKI (dal 75′): s.v. JUAN JESUS: 5,5 – Il brasiliano viene schierato come terzino sinistro: il massimo per chi non possiede le capacità tecniche adeguate e il tempismo giusto per gli inserimenti. Non può che uscirne fuori una partita anonima e più volte vicina a un punto di non ritorno. Ma questa volta non ci sembra giusto prendersela con lui. PESCE FUOR D’ACQUA GUARIN: 6 – Il Guaro è lo specchio di questa squadra, oggi come non mai: alterna a buone giocate decisioni improbabilissime. Non serve aggiungere altro, se non che almeno la grinta e la buona volontà non mancano mai. VORREI MA NON POSSO MEDEL: 6 – Il ‘pitbull’ oggi ci sembra nervosissimo, e l’intervento su Ghezzal al 70esimo lo testimonia. In ogni caso fa il suo compitino, e per oggi va bene così. INCOLPEVOLE BROZOVIC: 5,5 – Partita da gregario e nulla più per il croato. Vale un po’ lo stesso discorso fatto per Ranocchia: oggi, nonostante una prestazione non troppo negativa, lui e Guarin hanno il compito di far sembrare fenomeni i centrocampisti avversari. PENOMBRA SHAQIRI: 5 – Come abbiamo sempre sostenuto, il contesto in cui si gioca influenza sempre le prestazioni dei giocatori: in questo contesto lui è sempre penalizzato. Quando però riuscirà a puntare la porta con più convinzione, a prescindere dai compagni di squadra, otterrà il nostro consenso. INCONCLUDENTE HERNANES (dall’88’): s.v. PALACIO: 5,5 – A un primo tempo sufficiente affianca un secondo tempo in cui è pressoché invisibile. Certamente la sua condizione fisica non è ottimale e le sgroppate in fascia per tutto il primo tempo hanno fatto il resto. DUE FACCE PUSCAS: 5,5 – Potremmo rifilargli un voto più basso, ma non lo facciamo per due motivi: il primo è che non stiamo parlando certamente di Messi o Cristiano Ronaldo; il secondo è che quando un giocatore con poca esperienza non viene messo in condizione di esprimersi al meglio in una posizione nettamente definita, allora non è giusto biasimarlo. I cambi tattici in corso non lo hanno aiutato. CONFUSO KOVACIC (dal 46′): 5,5 – Appena entrato sembra poter cambiare il volto della sua squadra, ma l’impressione dura pochi minuti. Svanisce nel nulla dal 55esimo all’85esimo per poi ricomparire a sprazzi nei minuti finali. Non può bastare. ETERNA PROMESSA MANCINI: 4.5 – Non è un voto che pregiudica il suo percorso all’Inter o che vuole significare una bocciatura totale: semplicemente oggi il Mancio non ci ha capito nulla. Dal punto di vista tattico inizia il match Juan Jesus terzino sinistro e con Shaqiri e Palacio larghi in avanti; dopo dieci minuti riabilita lo svizzero sulla trequarti. Da un punto di vista mentale la squadra non c’è. COSI’ NON VA PROPRIO

di Gianluigi Valente

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