I top e flop di Inter-Carpi: per un Palacio che si ritrova c’è un Icardi calante. Male anche…

I top e flop di Inter-Carpi: per un Palacio che si ritrova c’è un Icardi calante. Male anche…

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Analizzando nel dettaglio delle valutazioni dei singoli protagonisti di Inter-Carpi, individuiamo i migliori e i peggiori in campo, dopo una sfida pareggiata con ingenuità, sprecando molto e subendo il gol a due minuti dalla fine. Ecco i top e i flop di questa gara.

I TOP

Rodrigo Palacio – Dopo un brutto scampolo di partita a Bergamo contro l’Atalanta, sembra tornato il Trenza dei vecchi tempi. Oltre al suo ormai proverbiale lavoro sporco, di palle tenute, baricentro fatto alzare e falli guadagnati, il numero 8 dell’Inter trova il gol del momentaneo vantaggio e si rende pericoloso in altre occasioni, due su tutte il tap in a botta sicura su cui Belec compie il miracolo e l’ingresso in area con il conseguente assist, su cui nessuno arriva a rimorchio. Questo è il Palacio a cui è stato rinnovato il contratto.

Adem Ljajić – È sicuramente l’uomo del momento in casa nerazzurra. La manovra offensiva passa sempre dai suoi piedi e dà l’impressione di essere l’unico a poter inventare, insieme a Jovetić, oggi schierato tardi. Pimpante nelle ripartenze, crea superiorità numerica con qualche dribbling e fa quel che può. La costanza, incognita principale nella sua carriera finora, sta pian piano arrivando.

I FLOP

Mauro Icardi – Nettamente in ritardo di condizione il capocannoniere nerazzurro, che prova a uscire dall’area per concludere uno-due e aiutare la squadra negli ultimi trenta metri, ma ottiene l’effetto contrario di apparire in affanno nelle situazioni in cui serve segnare. L’occasione che lo vede involarsi verso la porta, per poi essere recuperato, è lo specchio di un cinismo che nelle ultime gare sta venendo meno. Ha bisogno di ritrovarsi, perchè l’involuzione subita dallo scorso maggio ad oggi non è indifferente.

João Miranda – Inserito soltanto nel secondo tempo, per via degli scricchiolii difensivi, entra con la consapevolezza di non dover prendere un giallo (diffidato, avrebbe saltato il Derby, ndr) e disputa la sua solita partita di ordine e amministrazione del reparto. Un liscio sulla fascia e poi la mancata copertura sul gol di Lasagna non sono errori consentiti a un giocatore della sua caratura tecnica.

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