300 volte Julio Cesar: “Il derby per festeggiare e quella parata su Messi…”

300 volte Julio Cesar: “Il derby per festeggiare e quella parata su Messi…”

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Una partita speciale, sempre e comunque, nonostante il terzo posto sia ormai lontano. Il derby ha sempre un gusto particolare e per J.Cesar domani non è un giorno qualunque, non tutti possono vantare infatti 300 presenze con la maglia nerazzurra. Il numero uno nerazzurro, ospite di Inter Channel parla del derby ma anche di numerosi altri temi di attualità.

TRECENTO – “Bel numero, certo non come quelli di Zanetti… però sono contento che possa arrivare proprio nel derby, una partita a parte, un campionato a parte. Trecento presenze e in una partita speciale: manca solo la vittoria, ci vorrebbe proprio. Trecento partite e tante storie, belle e brutte, ma nel mio caso posso dire più belle che brutte. Le tre presenze indimenticabili sono la mia prima partita, in Ucraina, contro lo Shakhtar Donetsk, è stato il mio esordio ufficiale con la maglia dell’Inter, l’inizio del mio percorso. Poi, contro il Barcellona con quella parata su Messi che per me è stata come un gol, un gol in rovesciata, un pallonetto… Ecco, quella è stata il mio pallonetto, infine ovviamente la finale di Madrid, dove ho dovuto fare solo due parate, ma una importantissima, come sottolineò subito anche Mourinho mi fece piacere sentirmelo dire. Ma altre due presenze che non posso scordare sono lo scudetto vinto nel 2007, una novità perché ero stato in Brasile col Flamengo per quattro anni giocandoper non retrocedere e un anno ho finito il campionato a metà classifica. Vincere il titolo nazionale è stata una grande gioia, enorme. Infine voglio ricordare un rigore parato: quello nella gara contro l’Empoli, se non avessi parato per loro sarebbe stato il gol del pari, invece vincemmo. Se così non fosse stato, la Roma che era seconda in classifica si sarebbe avvicinata tanto”.

CAPITANO – Parole di elogio per il suo amico e capitano Javier Zanetti: “Fisicamente è fortunato, Dio gli ha dato un fisico incredibile che gli permette di raggiungere tutti questi record, poi lui è un grandissimo professionista, di fronte a lui ci si deve togliere il ‘cappellino’ e prenderlo come esempio”.

DERBY – Il derby è imminente e Julio ha le idee chiare: “In un derby non ci sono favoriti e sfavoriti, un derby è un derby, è una partita particolare, un campionato a parte. Potremmo anche essere tutti e due, Inter e Milan, in fondo alla classifica, ma quando arriva il derby nessuno vuole perderlo. Noi non vogliamo perderlo, per noi e per i nostri tifosi. Abbiamo delle responsabilità nei loro confronti e vogliamo vincere anche per questo, per far sì che al di là della stagione non bella, anzi, brutta, che abbiamo fatto quest’anno i tifosi possano almeno godere di questo momento. E anche per mio figlio, Cauet è migliorato tanto nel gestire i dopo-partita, perché ha sempre sofferto quando le cose è capitato non andassero bene, ma anche se sta migliorando Inter-Milan è sempre Inter-Milan, nessuno vuole perdere, tanto più lui. Vuoi solo vincere, neanche pareggiare”.

PARMA –Tutti i tifosi possono anche dire che la colpa della sconfitta sia di Lucio, ma non è così, non è che eventualmente il terzo posto è stato perso per colpa sua, perché quello che è successo a lui può capitare a chiunque, anche a me. Lucio, oltre ad essere un compagno, è un campione che ha vinto tutto nella sua carriera: non è colpa sua, è l’Inter che in generale ha fatto davvero un campionato disastroso. Il terzo posto eventualmente è stato perso nella prima partita contro il Novara e nelle altre partite sbagliate di tutta la stagione, una stagione che abbiamo fatto male. Se no è troppo facile alla fine puntare su uno, piuttosto che sull’altro.

TERZO POSTO – Julio Cesar prova a crederci ancora: “Ci abbiamo provato e ci proveremo ancora, perché aritmeticamente abbiamo ancora la possibilità e se c’è una piccola percentuale non possiamo mollare ma correre dietro a quella percentuale.   Come abbiamo fatto tanto bene in passato, quest’anno purtroppo non è stato così. Adesso il terzo posto è diventato ancora più difficile, in ogni caso noi speriamo di finire al meglio il campionato, e dopo penseremo alla prossima stagione, che sicuramente sarà molto diversa da questa. Non vedo l’ora di ricominciare, come quando perdi una partita alla play, poi vuoi subito ricominciare. Sappiamo quale è il nostro valore e anche personalmente voglio dimostrare di poter fare ancora tanto, e anche i miei compagni vogliono lo stesso. Nella prossima stagione avremo tante cose da recuperare, prestigio, orgoglio, e anche lo scudetto”.

BUFFON – Un commento sull’errore di Buffon: “Sta facendo un campionato meraviglioso, non solo lui ma tutta la sua squadra: la Juve ha fatto un campionato di fronte al quale c’è da togliersi il cappello, non ha perso nessuna gara, bisogna riconoscere loro tutto questo. Lui è un campione, so che sa gestire queste cose, ha vinto tutto e infatti dopo l’episodio che gli è successo, tutta la gente, tutti i tifosi, lo hanno applaudito, lo hanno tirato su, anche i compagni e l’allenatore. Tutti conoscono il suo valore e sanno quello che può dare, non solo a livello calcistico in campo ma anche nello spogliatoio. Non c’è niente da dirgli, so solo che quando sbagliamo così la cosa che vuoi è che arrivi subito la partita seguente, perché vogliamo dimostrare veramente che siamo noi. Ora è capitato a lui, tante volte è capitato a me, come a tanti altri portieri considerati tra i più forti, mi viene in mente anche Casillas. Ma è in questi momenti che poi si vede il grande calciatore, che non si deve abbattere ma continuare solo a dimostrare quello che sa fare”.

 

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