G.I.P. – La disfatta del Craven Cottage

G.I.P. – La disfatta del Craven Cottage

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G.I.P. non è solo un acronimo che sta per Giudice di Indagine Preliminare ma anche ben altro. In Passione Inter G.I.P. sta ad indicare ?Gioie In Poltrona?, i momenti di puro delirio di chi non solo tifa Inter ma gufa anche le avversarie. Questa rubrica ripercorrerà le più grandi disfatte delle rivali storiche dei nerazzurri, le loro più imbarazzanti figuracce, i loro acquisti più scarsi e le loro giornate più storte. Per ogni tifoso che tifa una squadra ce ne sono altri cento che la gufano, questo è il loro spazio naturale.

QUESTA  SETTIMANA: FULHAM ? JUVENTUS 4-1

L’ANTEFATTO – La gufata ben riuscita di cui parliamo questa settimana va in scena allo stadio Craven Cottage di Londra, lo storico e suggestivo impianto costruito sulle rive del Tamigi che ospita le partite casalinghe del Fulham dal lontano 1896. Ad affrontarsi sono il Fulham di Roy  Hodgson, solo decimo in Premier League, e la Juventus di Zaccheroni, alle prese con un campionato altrettanto disgraziato, in un match valido per il ritorno degli ottavi di finale dell’ Europa League 2009-2010. La Juventus arriva a questa sfida nel ruolo di super-favorita: i bianconeri, retrocessi in Europa League in quanto terzi classificati nel girone A di Champions, fino a pochi mesi prima si erano trovati a calcare palcoscenici ben più importanti arrivando a coltivare il sogno ottavi fino all’ ultima partita del girone conclusasi con l’ umiliante 1-4 di Torino subito dal Bayern Monaco. Assorbito il trauma dell’ eliminazione dalla Champions, la Vecchia Signora aveva eliminato di misura l’ Ajax nei sedicesimi di Europa League e si affacciava agli ottavi con tutti i favori del pronostico. Il Fulham di Hodgson naviga invece in acque ben diverse: intrappolato nel limbo di metà classifica in Premier, aveva superato il  gruppo E di Europa League qualificandosi come seconda (il girone era stato vinto dalla Roma) per poi eliminare ai sedicesimi i non irresistibili ucraini del Sachtar. C’ è da riconoscere però che gli inglesi avevano già dimostrato in più occasioni di tenere molto alla competizione. L’ andata a Torino era stata, come da pronostico, senza storia: i bianconeri avevano liquidato 3-1 gli inglesi grazie alle reti di Legrottaglie, Zebina e Trezeguet, con i Cottagers in gol solo grazie a una deviazione decisiva di Legrottaglie su tiro di Etuhu. Forti del risultato dell’ andata, la squadra di Zaccheroni si era imbarcata per Londra con la consapevolezza che persino con una sconfitta di misura si sarebbero aperte le porte dei quarti di finale.

LE FORMAZIONI – Quella sera la Juventus scende in campo con Chimenti, Salihamidzic, Zebina, Cannavaro, Grosso, Camoranesi, Felipe Melo, Sissoko, Diego, Candreva e Trezeguet. Il Fulham risponde con Schwarzer, Kelly, Hughes, Hangeland, Konchesky, Duff, Baird, Etuhu, Davies, Gera  e Zamora. La Juventus deve rinunciare a Buffon, Manninger, Chiellini e Legrottaglie; anche gli inglesi però lamentano alcune assenze e si presentano addirittura con un guardingo 4-4-1-1 molto compatto.

FUOCO DI PAGLIA ? Pronti via e la Juventus passa di nuovo in vantaggio come all’ andata. E? il secondo minuto:  Salihamidzic apre per Diego, il brasiliano prova il tiro ma è murato, la palla carambola sui piedi di Trezeguet che di sinistro trafigge Schwarzer. Sembra fatta, il Craven Cottage è gelato. Passa però pochissimo e le speranze inglesi si riaccendono: Zamora riceve palla in area, brucia un Cannavaro in serata nera e scaraventa la palla alle spalle di Chimenti. Diego e Candreva provano a scuotere i bianconeri, con il centrocampista italiano particolarmente ispirato, ma Schwarzer è attento. Gli inglesi rispondono con un Zamora vivacissimo e con una bella occasione per Hangeland, vicino al gol su corner. Al 27? arriva l’ episodio chiave: palla filtrante per Gera, l’ ungherese scappa via e Cannavaro lo stende guadagnando il cartellino rosso per fallo da ultimo uomo. Sulla punizione seguente Chimenti si supera con un intervento miracoloso ma ormai per la Juventus tira una brutta aria. Hodgson inverte gli esterni e il Fulham prende due pali in pochissimi minuti, prima con Davies e poi con Etuhu. I bianconeri annaspano e gli inglesi finalmente passano al 39? : Davies mette in mezzo, la difesa chiude in ritardo su Gera che insacca senza farsi pregare. E? 2-1 per il Fulham, il Craven Cottage è una bolgia. La Vecchia Signora si difende a pieno organico e attende la fine del primo tempo che arriva dopo due minuti di recupero.

CAPORETTO  JUVE – L’ intervallo non cambia nulla, serve solo al Fulham per prendere fiato e caricare a testa bassa al rientro in campo. Al 48? Duff si invola sulla destra e mette in mezzo ma il suo cross è  respinto da Diego con un braccio: fallo e rigore per il Fulham. Dal dischetto si presenta Gera che spiazza Chimenti senza pietà con un tiro che si insacca alla destra dell’ esperto portiere. 3-1, Juve in apnea. I bianconeri provano l’ ultima reazione con un paio di spunti di Diego: prima il brasiliano apparecchia per Trezeguet che prova il tiro al volo, poi impensierisce la retroguardia inglese con un calcio di punizione. Passano i minuti e la Juventus sparisce dal campo con gli inglesi che tornano a farsi pericolosi. Davies chiama alla parata Chimenti, Gera da buona posizione conclude fuori. A questo punto Hodgson tira fuori  il suo asso nella manica: esce Kelly ed entra l’ americano Dempsey. Il texano entra subito in partita e va vicinissimo al gol qualificazione con un bel colpo di testa splendidamente parato da Chimenti; il portiere barese alterna distrazioni a parate mostruose come quella che compie poco dopo su Gera giunto al tiro dopo un dribbling su Felipe Melo. Comincia a piovere su Londra, ormai è tiro al bersaglio. I bianconeri sono assaliti dalla paura e vanno in confusione fino a sbagliare i tocchi più semplici. E? il preludio alla disfatta: Etuhu attacca lo spazio, appoggia per Dempsey che con un colpo di genio fa partire un pallonetto da fuori che batte Chimenti e fa esplodere il Craven Cottage. E? il 4-1, il Fulham è ai quarti di finale. La Juve perde la testa e chiude il match in nove per l’espulsione di Zebina.

DOPO  LA PARTITA –  I  bianconeri escono tristemente anche dall’ Europa League collezionando l’ ennesima eliminazione di stagione dopo quelle riportate in Champions e Coppa Italia. La squadra di Zaccheroni concluderà la serie A settima al termine di una annata a dir poco travagliata e dominata da un? unica squadra, l’ Inter di Mourinho trionfatrice su tutti i fronti. Gli inglesi, dal canto loro, si regaleranno un percorso emozionante nella competizione fino alla finale: il titolo sfuggirà però di mano ai Cottagers che cadranno 2-1 in finale contro l’ Atletico Madrid di Diego Forlan.

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