Alvarez: “In tribuna pensavo che l’Italia non facesse per me. Su Strama e Lavezzi…”

Alvarez: “In tribuna pensavo che l’Italia non facesse per me. Su Strama e Lavezzi…”

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Era stato inizalmente indicato come una grande promessa del calcio argentino ma l’avventura interista di Ricky Alvarez era cominciata con più bassi che alti. Soltanto dopo le sue ultime convincenti prove l’ottismo circa le sue qualità è nuovamente aumentato e ora, a stagione quasi terminata, Ricky fa il punto della sue situazione in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

LAVEZZI – Si comincia parlando di futuro, dell’Inter che verrà, e ovviamente non può mancare un parere su un suo connazionale che potrebbe arrivare in estate a Milano, stiamo parlando di Lavezzi: “Il Pocho lo conosco perché ho giocato in nazionale con lui. Come giocatore tutti sanno che è fortissimo e lo ha dimostrato al Napoli dove ha fatto la differenza. Io che sono stato con lui in nazionale posso assicurarvi che è anche una persona brava e simpatica, uno che alla squadra può servire sia in campo che fuori“.

L’INIZIO – Poi si torna al passato e Alvarez spiega che effetto gli ha fatto l’Inter e Milano: ” Ho incontrato tante difficoltà. La mia prima stagione in Europa è stata difficile, ma non mi ha cambiato: io mi alleno duramente ogni giorno per migliorarmi e non mollo mai. I miei primi mesi sono stati più complicati fuori, nella vita di tutti i giorni ma tanta gente mi ha aiutato a inserirmi, mentre in campo, nonostante tutti i consigli, dipendeva soprattutto da me e le difficoltà erano maggiori rispetto a prima”. Quando invece gli viene chiesto di paragonare il calcio italiano a quello argentino Riky risponde: ” Il vostro è un calcio più tattico dove ci sono squadre che si chiudono bene e ripartono. In Argentina invece ci sono più spazio e tempo per pensare la giocata. Per questo devo ancora imparare a essere più veloce, ma ci vuole un po’ di tempo e tanto lavoro in allenamento”.

TRIBUNA – Curiosamente il periodo più buio dell’Inter in questa stagione è capitato quando Alvarez era fuori per infortunio, ecco cosa ne pensa il giocatore: “Sì, non datemi tutta questa importanza… L’Inter ha tanti giocatori di esperienza e qualità e le cose probabilmente sarebbero andate male anche se io non fossi stato infortunato”. Quando invece veniva mandato in tribuna, Alvarez ammette di aver pensato: “L’Italia non fa per me“, ma – riprende il giocatore: “è stato proprio questo che mi ha fatto andare avanti, che mi ha dato la spinta per imparare e adattarmi a un calcio nuovo. E? stato uno stimolo”. Nonostante quel periodo un pò più triste, il talento argentino smentisce di aver considerato l’idea dell’addio anticipato perchè: ” Dal momento in cui sono arrivato qua, il mio unico pensiero è stato quello di affermarmi con la maglia dell’Inter per restarci tanti anni. So bene che nel calcio non c’è mai niente di certo, ma io ho chiaro in mente quello che voglio: rimanere a Milano a lungo”.

IL VERO ALVAREZ – Si prosegue con Alvarez che, rispondendo alla specifica domanda del cronista, dichiara: “Non so se tornando indietro Branca e Ausilio mi riprenderebbero, dovete chiedere a loro. Dal momento che sono arrivato qua entrambi mi hanno aiutato molto, hanno parlato con me e mi hanno dato fiducia. Sto bene all’Inter anche grazie a loro”. Poi si torna ad argomenti più concreti: ” I tifosi non hanno visto il vero Alvarez. Lo vedranno  il prossimo anno. Questa è stata una stagione difficile che mi è servita ad abituarmi, la prossima partirò avvantaggiato”. 

TATTICA – Si continua parlando di tattica e Alvarez ammette di preferire un ruolo più avanti, anche se – aggiunge – “essere in grado di ricoprire più ruoli è un vantaggio. Col 4-3-2-1 gioco dietro la punta dunque ricevo più volte la palla e averla tra i piedi mi piace, ma ci sono tante partite in cui serve giocare più largo perché in mezzo non c’è spazio. Per me nessun problema“. A quelli che lo paragonavano con Kakà risponde: “Mi riempie di orgoglio perché Kakà è un giocatore incredibile. Io però penso a fare il mio lavoro, ad acquisire più velocità, a diventare più forte fisicamente per adattarmi al calcio italiano“.

BELLE E BRUTTE – A questo punto il cronista gli chiede quale sia stata la sua partita più bella: ” Quelle in casa contro Lecce e Parma, anche se la vittoria più bella è stata quella del derby di domenica scorsa, con tutta la nostra gente pazza di gioia dopo una grande partita“. E poi quella più brutta: “La sconfitta per 3-0 in casa contro il Napoli”.

STRAMACCIONI – Il suo pensiero sul nuovo tecnico che verrà probabilmente riconfermato per la prossima stagione: “Mi ha parlato e mi ha dato fiducia. Crede nel mio gioco e me lo ha trasmesso. E? un bravo allenatore, uno a cui piace il calcio offensivo e tutti da questa sua prima esperienza hanno capito che ha un bel futuro. Ha capito che il gruppo veniva da un momento non semplice e ha lavorato anche sotto il profilo psicologico. E? stato bravo a dare certezze ai singoli, a rassicurarli”. Per quanto riguarda il terzo posto: “I numeri dicono di sì e dobbiamo crederci, senza però dimenticare che le nostre possibilità non sono molte visto che dovremo aspettare il risultato di altre 2 partite. Un successo ci permetterebbe di arrivare magari al terzo o al quarto posto e di programmare meglio il lavoro della prossima annata. E poi finire bene questa stagione è importante”. 

JUVE – “Il suo scudetto è stato meritato perché ha giocato grandi partite e non ha mai perso. L’anno prossimo li voglio sfidare. Sogno di vincere qualcosa qua all’Inter. E? l’obiettivo di tutti e anche il mio”. Quando poi gli viene chiesto se è possibile ripetere il ciclo vincente dell’Inter del triplete, risponde: “Perché no? Adesso però è importante concentrarsi sul finale di questa stagione e poi sul ritiro precampionato per formare un gruppo che può ottenere grandi risultati”.

MILANO – Si conclude con un parere sulla sua nuova città: “A Milano vivo benissimo. Io abito in centro e mi trovo bene anche perché uno tra i miei genitori o mio fratello Leonardo sono sempre con me. Un po’ di nostalgia dell’Argentina ce l’ho perché lì ho vissuto tutta la vita, ma qua mi sono abituato bene. Milano è una città bella e la consiglierei a chiunque perché qui si sta bene”.

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