Una crisi storica nella sua negatività

Una crisi storica nella sua negatività

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Una crisi senza fine, storica nella sua negatività perchè dal lontanissimo 1946/47 l’Inter non faceva peggio. In quella stagione appena 12 punti a parità di giornate ma non che la cosa consoli perchè le sei sconfitte fino ad ora patite, tre in casa contro squadre con cui teoricamente l’Inter avrebbe dovuto contendersi lo scudetto, non sono certo un bottino di cui vantarsi.

Sono tante le immagini di questa crisi, una su tutte la prima espulsione di Capitan Zanetti in serie A, la seconda della sua carriera dopo quella in Coppa Italia del 1999, ma anche lo scivolone di Pazzini che avrebbe potuto regalare il pareggio alla squadra nerazzurra e che invece si è ritrovato a terra, mano nei capelli, sollevato da Cambiasso, nel frattempo diventato capitano dell’Inter. Come non affrontare poi uno dei problemi principali di questa Inter: la mancanza di gol, strano per una squadra che davanti può vantare nomi del calibro dello stesso Pazzini, attaccante che vede il gol come pochi e Milito, autentico trascinatore nell’anno del Triplete e uomo gol dal fiuto infallibile. L’apporto di Zarate e Forlan ha dato davvero poco a questa squadra in termini realizzativi, il primo ha sempre segnato poco e non è certo una novità, il secondo si è visto col contagocce per il brutto infortunio patito con la nazionale uruguaiana. Zero reti a San Siro, davanti al proprio pubblico che non vede l’ora di poter urlare la parola Gol e che invece ha dovuto tenere troppo spesso strozzato quell’urlo. Attaccanti che non segnano però anche perchè manca un gioco, la manovra è troppo lenta, c’è poco movimento senza palla e i cross latitano, tanti, troppi problemi per una squadra che vede ormai come un miraggio le zone alte della classifica.

Una crisi da cui si deve uscire stando zitti e lavorando come dice Ranieri, abbandonando i bei ricordi del passato e concentrandosi solo ed esclusivamente sul presente.

 

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