Ivan Ramiro Cordoba ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha analizzato il momento dell’Inter, i rinforzi di mercato e il futuro del calcio italiano. L’ex difensore, campione del Triplete insieme a Cristian Chivu, ha espresso il proprio parere sulla rosa nerazzurra e sui nuovi acquisti.

Sulla squadra attuale, il colombiano si è detto convinto della forza del gruppo: “La vedo come sempre. Forte e decisa verso i propri obiettivi”. Riguardo ai successi di Chivu in panchina, Cordoba ha ammesso: “Ero convinto che Cristian potesse diventare un grande allenatore perché aveva le qualità giuste, anche in termini di carisma e leggerezza. Ma un exploit del genere non lo immaginava nessuno, credo”.

Sul mercato, l’ex capitano nerazzurro ha elogiato l’eventuale arrivo di Romero: “Sarebbe un bell’innesto. È il giocatore giusto per rinforzare il reparto. Mi rivedo un po’ in lui dal punto di vista della determinazione e del carattere, anche se Cuti è più ‘fisico’ di me. Completerebbe l’organico”. Ancora più entusiasta il giudizio su John Stones: “Che occasione! Uno dei difensori che mi piacciono di più e lo dico da tempi non sospetti. Se poi arriva in condizioni vantaggiose è davvero un grande colpo. Alla Marotta“.

Cordoba ha anche risposto a chi teme che l’Inter possa trascurare gli obiettivi nazionali per concentrarsi sulla Champions League: “Ma non credo proprio. Quando indossi quella maglia, punti a vincere tutte le partite e quindi tutte le competizioni. Non scegli mai”.

Spazio poi al tema degli stadi, con un riferimento al caso Palestra: “Bisogna partire dalla base. L’impiantistica da sola non basta ma non è possibile che in Italia sia così complicato costruire uno stadio. Genera ricavi su ricavi”. Su San Siro, l’ex difensore ha aggiunto: “Piange il cuore a buttare giù il tempio. Ma bisogna capire tutti che il mondo va avanti. E chi non si adegua, non tiene il passo”.

Infine, Cordoba ha parlato della situazione del calcio italiano e del ruolo di Roberto Mancini in Nazionale: “Giusto sia lui il ct, ultimo a vincere in Italia. Ma non basta il ct a risolvere tutti i problemi. La mentalità ora mira al risultato a tutti i costi e i ragazzini hanno pressioni. Quindi serve dare loro spensieratezza e soprattutto bisogna lanciarli i giovani. Non è una questione di troppi stranieri. Ma c’è poco coraggio con i ragazzi italiani. Esposito in Italia è un giovane a 21 anni. I più forti in Europa hanno già cento presenze a 21 anni”.

L’ex capitano nerazzurro ha anche segnalato alcuni talenti colombiani: “Nella Colombia ci sono anche altri giocatori interessanti. Uno è Puerza: mezz’ala tecnica. Compensa lo scarso dinamismo con la velocità di pensiero. È pronto per la Serie A”.