Dopo la sconfitta nel derby, non è stato solo Chivu a presentarsi davanti ai microfoni: accanto all’allenatore si sono fatti avanti anche Barella, capitano di giornata, e Bastoni. Una scelta che ha segnato una differenza rispetto al solito, con i senatori del gruppo a condividere la responsabilità pubblica del momento.

Secondo la Gazzetta dello Sport, le parole dei tre hanno tracciato una direzione comune: «Abbiamo meno fame», «sbagliamo troppi approcci», «manca l’atteggiamento giusto». Termini che si ripetono con frequenza — approccio, atteggiamento, attenzione, fame — e che fotografano ciò che starebbe mancando all’Inter in questo avvio di stagione.

A chi erano rivolti quei messaggi? La rosea chiarisce che i riferimenti erano indirizzati all’intera rosa, non a singoli. «Presto è per valutare se i messaggi siano arrivati forti e chiari ad ogni membro della rosa nerazzurra», scrive il quotidiano, ma la direzione appare netta: è una questione collettiva, non individuale.

Uno degli aspetti più critici riguarda i punti di partenza delle partite. L’Inter è andata in svantaggio in 8 occasioni su 13 tra campionato e coppe in questa stagione. Un dato che pesa, come ha sottolineato lo stesso Barella: «Le partite non devono arrivare tutte al 90′, la stanchezza poi si paga». Partire in svantaggio con tale frequenza rischia di condizionare la squadra nel lungo periodo, e Chivu non ha ancora trovato una soluzione stabile al problema.

Il calendario fitto potrebbe però offrire una via d’uscita immediata: tornare subito in campo per lasciarsi il derby alle spalle e correggere una tendenza che, stando alle parole dei leader, affonda le radici in un eccesso di sicurezza. L’ultima riflessione è ancora di Barella: «Essere i più forti non basta».