A un giorno dal ko nel derby milanese per 3-1 subito dall’Inter contro il Milan, la trasmissione Fuoriclasse su DAZN ha ospitato l’analisi dell’ex calciatore Behrami, dell’ex arbitro e designatore Rocchi e del giornalista Marinozzi sulle ragioni del passo falso nerazzurro.

Behrami ha puntato il dito principalmente sui demeriti nerazzurri: «Non ho percepito tensione negli occhi dei giocatori dell’Inter. Il Milan sapeva di essere indietro in classifica, aveva voglia di dimostrare di più, e si vedeva. L’Inter lo viveva quasi con una serenità. Costa tanto mentalizzarsi per vincere un derby, mentalmente costa davvero tanto. L’Inter non era pronta a questo, il Milan sì. Era pronto a mettersi lì dal primo all’ultimo minuto, a fare una partita discreta».

Rocchi ha condiviso la lettura sull’approccio: «L’atteggiamento dell’Inter nel derby non è stato quello del Milan. I primi minuti delle partite dell’Inter sono sempre deficitari: anche ieri, nei primi venti minuti, ha regalato due gol al Milan. Ha creato veramente poco rispetto a quello che ti aspetti da una squadra di quel livello».

Marinozzi ha aggiunto una chiave strutturale, sottolineando le difficoltà nella difesa dell’area di rigore: «L’Inter continua a difendere male l’area di rigore. In tutto il reparto difensivo, da Akanji a Stones, a Bastoni, a Bisseck: distrazioni, situazioni non lette bene». Ha poi citato un episodio specifico: «Sucic manca nel raddoppio sul gol, trotterella verso il centro dell’area. Hai quel compito senza palla: devi farlo con maggiore convinzione».

Behrami ha quindi portato i dati a sostegno della sua tesi: l’Inter risulta ultima in campionato per pressioni e per pressioni a cinque secondi dalla perdita di palla, penultima nel controppressing, ventesima per riconquista di pressione e per pressione in generale, diciannovesima per contropressione. «Per una squadra seconda in campionato vuol dire che sei fortissima», ha osservato, «però hai delle lacune. Quest’anno sono evidenti anche nei dati».

Infine, l’ex calciatore ha indicato una possibile causa di fondo: «Dal derby vinto, che ha poi portato lo scudetto dell’Inter, ho avuto quasi la sensazione che la squadra, avendo quasi sempre gli stessi uomini nel nucleo principale, arrivi già appagata. Il Milan invece arriva con tanta fame, voglia di rivalsa, e gente nuova che vuole dimostrare, come Moreira». Behrami ha anche ricordato le parole dell’allenatore Chivu, pronunciate un mese prima: «Questa squadra è imperfetta e non voglio neanche la perfezione». Un messaggio che, secondo l’ex calciatore, può lasciare spazio proprio a quelle lacune emerse nel derby.