EDITORIALE – Icardi bum bum. Ma è tutto qui?

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Di Giorgio Crico.

Icardi, Maxi Lopez, Wanda Nara, Icardi, corna, Twitter, Wanda Nara, Maxi Lopez, Icardi, corna, Wanda Nara, Twitter. In soldoni, il day after Sampdoria-Inter 0-4 è questa roba qui, perlomeno leggendo i giornali, perlomendo leggendo Facebook, perlomeno ascoltando chiunque abbia assistito o saputo di quanto è accaduto ieri a Marassi.

Una noia mortale.

Pochissimi discorsi attinenti al campo, moltissima attenzione a una faida extra-sportiva tra attaccanti argentini, la quale si sarebbe dovuta limitare (e risolvere definitivamente) a una doppietta per il centravanti nerazzurro e al rigore malamente sbagliato dal puntero blucerchiato. Qualcuno è timidamente riuscito (consentitemi una stretta di mano virtuale vigorosa a questi eroi) a spostare l’attenzione anche sulla prestazione semplicemente mostruosa di Handanovic, al ritrovato Kovacic, al solito Palacio, a un Alvarez finalmente pimpante in positivo, al rientrante Taider dopo tempo immemore.

Ma il tam-tam mediatico è stato impietoso: l’eroe di giornata può essere il solo Icardi Mauro da Rosario, almeno secondo la vulgata. Ora, non ce ne voglia il buon Maurito, che peraltro è stato elogiato (e difeso) più volte su queste stesse colonne anche senza che vincesse il duello in singolar tenzone con l’ex marito dell’attuale fiamma, se oggi preferiamo muovere l’attenzione su altri che hanno contribuito al poker esterno del Biscione nel tiepido pomeriggio genovese.

Gente come il ritrovato San-danovic, quest’anno non enorme come in quello passato ma che per 90′ ha sfoderato una prestazione degna del numero uno che è e cioè uno dei primi cinque d’Europa. Oppure la personalità di Kovacic, finalmente uscita allo scoperto e individuabile specialmente in tante chiusure difensive che il giovane croato ha sfoderato contro i doriani dopo che per una stagione intera s’è detto che “non sa difendere”. Ovviamente Mateo deve ancora migliorare molto sul tackle, il tempismo e la marcatura ma il talento c’è, è enorme e il ragazzo si farà. Dubbi onestamente non ce ne sono.

A un Walter Samuel ancora una volta Muro impenetrabile, ruvido, puntuale e preciso, capace di far reggere un reparto che di scossoni, specialmente nei primi 45′, ne ha ricevuti tanti; poi fa piacere poter accostare a The Wall un Danilo D’Ambrosio in costante evoluzione anche sulla fascia non sua: l’ex Torino sta crescendo di partita in partita e la sensazione è che il meglio debba ancora venire. Accanto al numero 33 come non poter parlare anche di quello là con la treccina che segna sempre? Rodrigo Palacio ha apposto l’ennesimo sigillo a una stagione fantastica, chiunque continui a pensare che questo “ragazzino” di 32 anni non sia un top player, per dirla alla juventina, alzi la mano.

Infine, Walter Mazzarri. D’accordo, dopo i primi 15′ e fino all’intervallo, l’Inter ha subito la Samp in dieci. Verissimo. Ma non ha capitolato, come troppe volte ha fatto quest’anno gettando gare già vinte: ha resistito e ha poi dilagato, sapendo aspettare con calma che il fiume portasse a riva il cadavere avversario, anche grazie al solito giochino del “siamo zero a zero!”, che suscita ilarità ma che forse sta finalmente iniziando a funzionare come dovrebbe. La giusta formazione dall’inizio e la forza di non cambiare dopo 30′ orribili nella ripresa: bravo il Mago Walter in queste due mosse fondamentali, così come bravo è stato a far ruotare al meglio gli elementi della rosa a risultato ormai acquisito, regalando minuti a chi ne aveva bisogno (Alvarez, Taider, persino Milito).

Quindi, in definitiva, il film Sampdoria-Inter non è solo Icardi bum bumPerché forse non avranno litigato con Maxi Lopez, ma nell’Inter di ieri bum bum l’hanno fatto in tanti. Ed è questo di cui si deve parlare.

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