RIVOLUZIONE SAN SIRO – Il “New Tottenham Stadium”, l’ultimo gioiello costruito da Populous

RIVOLUZIONE SAN SIRO – Il “New Tottenham Stadium”, l’ultimo gioiello costruito da Populous

Come il nuovo stadio del Tottenham può essere preso ad esempio per i lavori del Nuovo San Siro

di Luca Boetti

Inter e Tottenham sembrano ormai unite da un legame molto stretto.

Negli ultimi anni sono state sempre in un modo o nell’altro a contatto, vuoi sul campo da gioco, vuoi magari addirittura sul piano societario. Inter e Tottenham hanno spesso incrociato i loro destini: dalla compresenza delle due squadre nello stesso girone di Champions League l’anno scorso, all’attuale trattativa che potrebbe far sbarcare Christian Eriksen a Milano, passando poi dalla presenza di José Mourinho sulla panchina degli Spurs, a quella partita del 2010, in cui un giovanissimo Gareth Bale si presentò al mondo con una tripletta a San Siro.

Non ci si stupisca quindi se il “New Tottenham Stadium” e la sua vicenda progettuale si intreccino anch’esse con le sorti nerazzurre: il nuovissimo impianto sportivo che sorge al posto del vecchio White Hart Lane è infatti l’ultima multimilionaria impresa di Populous, lo studio che ha presentato a Milan e Inter uno dei due progetti in gara per la realizzazione del nuovo stadio di San Siro, ovvero “La Cattedrale”.

Il nuovo stadio del Tottenham è una struttura moderna, mastodontica, inserita perfettamente nel quartiere in cui sorge ed è in grado di generare un elevato ammontare di ricavi annui. Il costo per la sola struttura dello stadio si attesta tra i 300 e i 400 milioni di sterline, mentre per i lavori del resto della zona interessata dal progetto ne sono stati spesi altri 800. Cifre simili quindi a quelle preventivate per la realizzazione del nuovo San Siro, a certificazione del fatto che il Tottenham Stadium ha di fatto diversi punti chiave in comune con quelli del nuovo stadio di Milano. Inoltre, il capo progetto è lo stesso per entrambe le opere: Christopher Lee infatti, dopo essersi occupato dei progetti di Londra, è a capo anche di quelli per il nuovo impianto di Milano, in continuità quindi con quanto fatto per il “Tottenham Stadium”. Entrambi gli stadi avranno una capacità di spettatori simile (62.000 quello del Tottenham, 65.000 “La Cattedrale”), una ridottissima distanza tra gli spalti e il campo da gioco e una serie di strutture aggiunte all’interno dello stadio, che permetteranno all’impianto di essere vivo e godibile per tutto l’anno.

Lo stadio del Tottenham è a dir poco sorprendente: al suo interno si trovano uno store con il merchandising del club (lo shop sportivo dedicato più grande d’Europa) e il bar più lungo del Regno Unito (il Goal Line Bar), con un bancone di 65 metri. Lo stadio è dotato di un sistema per cui è possibile retrarre il manto erboso (sistemandolo in un luogo apposito) e sfoderarne uno nuovo per poter ospitare le partite della NFL, rendendolo l’unico stadio d’Europa costruito appositamente con questa possibilità. Si potranno anche ospitare concerti ed eventi, proprio grazie a tale caratteristica.

Gli spalti dello stadio sono stati disegnati in modo da garantire una sensazione di verticalità unica, permettendo agli spettatori dei posti più lontani dal manto erboso di poter beneficiare di una vista completa e limpida del campo. Inoltre, con i suoi 17.500 posti, l’intero settore Sud (il più grande di tutta l’Inghilterra) permette di avere una concentrazione di tifosi mai vista prima, creando una vera e propria “Barriera” di cori e bandiere che replica il “Muro Giallo” dei tifosi del Borussia Dortmund.

La struttura dello stadio, oltre ad essere unica nel panorama europeo, è stata pensata appositamente per regalare una grande esperienza ai tifosi, utilizzando al meglio gli spazi disponibili per eliminare le discontinuità strutturali (come piloni, muri, rampe o barriere), permettendo di godere appieno dell’esperienza del match e, soprattutto, ottimizzando gli spazi a disposizione. Grazie quindi alle nuove tecniche e tecnologie è possibile offrire un’esperienza completa al tifoso, creando uno stadio con una concezione del tutto nuova: rendere sempre più partecipi gli spettatori, cercando di limitare il più possibile le differenze tra un settore l’altro e avvicinando gli spalti al campo da gioco.

Nella struttura dello stadio è inclusa anche un’area vip, una zona che offre servizi di una gamma superiore rispetto a quelli offerti da un semplice biglietto d’ingresso. Un ristorante d’alta cucina, un lounge bar, la possibilità di accedere a dei settori esclusivi dello stadio (con servizi di catering e una vista sopraelevata rispetto agli spalti), il Tunnel Club (una galleria in vetro da cui poter osservare il “dietro le quinte” dei match): tutto questo rende il Tottenham Stadium una struttura in grado di offrire opzioni di lusso, a testimonianza di come ormai questi impianti vengano visti non solo come semplici stadi o arene, ma anche come veri e propri centri di rappresentanza e immagine. L’aspetto dello stadio riflette in questo caso quello del club: in uno sport come il calcio, dove l’aspetto finanziario è sempre più cruciale nello sviluppo sportivo, avere una struttura in grado di riflettere una sicurezza e un benessere stabili e concreti è un punto fondamentale, imprescindibile, per poter attirare investimenti e possibilità di profitto.

Insomma, lo stadio del Tottenham ha sicuramente dato lustro e nuova linfa al suo club. L’investimento fatto dalla dirigenza londinese per la costruzione dell’impianto sportivo è destinato, negli anni, ad essere ammortizzato e anche superato poi dai futuri ricavi. Il non quantificabile ritorno d’immagine che il Tottenham otterrà dall’avere una struttura del genere non è però ad oggi prevedibile, anche se certamente avrà i suoi effetti benefici da qui in avanti per parecchio tempo. Ed è lì che l’Inter guarda per il suo futuro: avere uno stadio moderno, sostenibile, tecnologico, che possa fornire un’immagine del club in linea con gli intenti della nuova proprietà, facendo dell’Inter una società sportiva vincente e, soprattutto, virtuosa, permettendole di entrare in una nuova dimensione dello sport proprio dalla porta principale, affiancandosi alle grandi società d’Europa.

 

Quale che sia poi il risultato degli sforzi profusi per costruire il nuovo stadio, sicuramente Inter e Milan avranno, dalla nuova struttura, benefici che andranno ben oltre i semplici ricavi dei biglietti. Dal momento in cui poserà il primo mattone, l’Inter saprà di poter avere, a lavori ultimati, un nuovo e potente mezzo di influenza sull’economia del calcio.

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