16 Settembre 2019

Finalmente Lazaro: una freccia in più nell’arco di Conte

Per la prima in Champions i nerazzurri potrebbero vedere l'esordio dell'austriaco, che ha pienamente recuperato dall'infortunio

Finalmente Lazaro. Per l’esordio dell’Inter in Champions contro lo Slavia Praga, i tifosi nerazzurri potrebbero vedere in azione anche l’austriaco, che a causa di un infortunio ancora non ha potuto giocare. Ha le fattezze sudamericane e un sorriso che cattura: Valentino “Tino” Lazaro è il volto giovane e moderno dell’Inter che verrà.

 

DAI VIDEO DI STRADA AL CAMPO DA CALCIO

Nato a Graz da padre angolano e madre austriaca con radici greche, Tino, sin da giovanissimo, ha sempre avuto il pallone trai piedi, le cuffie incollate all’orecchio e il poster di  Ronaldinho affisso al muro della sua cameretta. Già idolo dei suoi coetanei quando pubblicava scenografici “freestyle” su Youtube , nasce calcisticamente nella GAK ( società polisportiva di Graz e rivale del più blasonato Sturm) cresce a Salisburgo e si afferma in Germania, nell’Hertha Berlino del mister Dardai dove nell’ultima stagione gioca 34 partite ufficiali segnando 3 gol e assistendo ben 7 volte i compagni a rete.  In nazionale maggiore dal 2014, a Berlino ci arriva proprio su consiglio dell’ex ct austriaco Marcel Koller e l’Hertha, forte anche della volontà del ragazzo, non ci pensa due volte ad acquistarlo prima in prestito e poi in via definitiva nel 2018.

 

NEL SEGNO DELLA DUTTILITA’

Lazaro possiede tutte le proprietà tecniche per agire da trequartista puro ma da professionista viene quasi sempre impiegato come esterno di centrocampo; quasi perché a Salisburgo oltre che nel tradizionale 4-4-2 , all’occorrenza agisce da esterno alto in un 4-2-3-1 o addirittura come seconda punta.

Nell’Hertha l’ungherese Pal Dardai gli fa prendere confidenza e  con ottimi risultati nel ruolo di terzino destro che il ragazzo non ama particolarmente ma adotta spesso anche la difesa a tre facendolo avanzare in un 3-5-2 o anche 3-4-3 a lui più congeniali. Due moduli questi ultimi a cui probabilmente ci abitueremo a vederlo con la maglia nerazzurra: Conte infatti vede il ragazzo come un instancabile “tuttocampista” con la predilezione per l’attacco conscio di una oramai acquisita attitudine nel difendere nella propria metà campo. Caratteristiche a dir poco perfette per il sistema di gioco del mister che si aggiungono  alla sua notevole forza fisica, facilità di corsa “box to box” e ad una qualità tale che ne fanno un vero e proprio regista largo utile anche in caso di cambiamenti di modulo a gara in corso. Inoltre in fase difensiva il suo apporto non sarà da meno, facilitato dalla sua capacità di contrasto per bloccare i tentativi avversari e dai suoi 180 cm di altezza per i duelli aerei e non solo nell’area di rigore di Handanovic.

 

OPERAZIONE SORPASSO 

Tino abbraccia finalmente l’Inter dopo il primo tentativo non andato in porto nel 2013 quando fu proprio sua madre a bloccare il trasferimento. Ora c’è da battere la concorrenza di un ritrovato Candreva. La Milano nerazzurra era nel suo destino e ora sotto la guida di Antonio Conte potrebbe davvero diventare un’icona del suo modello di gioco  e idolo dei tifosi interisti. Lui non vede l’ora di dimostrare che la cifra spesa da Zhang per prelevarlo (da record per la società tedesca), rispecchi il suo valore ed i tifosi sono più che mai curiosi di vederlo in azione.

Di Marco Manniello

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