FOCUS – A difesa dell’attacco

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Le partite senza vittoria sono diventate tre e sull’Inter di Mazzarri inizia a piovere qualche inevitabile ma sicuramente prematura critica: c’è chi parla di una difesa a tre troppo ?leggera? soprattutto senza Campagnaro, chi invece vorrebbe vedere in campo una squadra più spregiudicata a partire dal modulo, che col solo Palacio attaccante vero, risulterebbe secondo alcuni punti di vista un po’ asfittico.

Se la prima obiezione è sicuramente accoglibile, apparendo palesi le difficoltà della linea difensiva e dei suoi giovani interpreti, Ranocchia e Juan Jesus, laddove manchi un punto di riferimento carismatico e granitico come Campagnaro, sull’esigenza di veder schierata in campo un?Inter con più attaccanti, invece, il discorso merita più attenzioni e analisi.

Innanzitutto occorre tener presente il credo tattico di mister Mazzarri, essendo nelle corde del tecnico livornese preferire schierare uomini in più in mezzo al campo piuttosto che attaccanti di ruolo, limitandosi così a piazzare sul terreno di gioco spesso anche una sola punta: era così il più delle volte a Napoli, lo è adesso all’Inter, di questo bisogna pur farsene una ragione, senza però dimenticare che in caso di necessità, quando c’è da vincere o recuperare il risultato, WM non si tira indietro dal buttare nella mischia anche tre attaccanti contemporaneamente.

Di norma, dunque, il tecnico nerazzurro preferisce restare coi piedi maggiormente piantati a terra e tenersi le spalle sempre ben coperte. Rinfoltire il centrocampo schierando una difesa a tre uomini rappresenta d?altronde una scelta quasi obbligata per evitare di esporre troppo il fianco alle offensive avversarie, e ciò è avvalorato dal fatto che nell’Inter attuale il ?quinto uomo? della mediana (il più delle volte Alvarez) è chiamato a svolgere un puntuale quanto indispensabile lavoro di copertura e contenimento in fase di non possesso, un compito, quest?ultimo che difficilmente potrebbe essere svolto da una prima punta.

D?altra parte dietro la solo apparente cautela mazzarriana si cela un?idea di calcio decisamente moderna, quella per cui per segnare non sono per forza necessari gli attaccanti: sono  stati infatti ben nove diversi finora i marcatori dell’Inter in campionato, di cui solo tre attaccanti di ruolo. Mazzarri punta forte sugli inserimenti dei centrocampisti quando c’è da finalizzare le azioni d?attacco e, da questo punto di vista, si può ben dire che il lavoro del tecnico stia proseguendo molto bene.

Inoltre con un Palacio in forma smagliante come quello che si è visto nelle ultime uscite il vertice offensivo dell’Inter non avrebbe potuto essere custodito in mani migliori e, d?altronde, con Milito ancora out, i soli Icardi e Belfodil non paiono poter dare grandissime sicurezze se schierati dal primo minuto.

L’Inter “senza attaccanti”, visti anche i numeri dei gol fatti, pare funzionare dunque decisamente bene da centrocampo in su e, se qualche correzione all’assetto tattico andrebbe fatta, questa dovrebbe essere ricercata più ?in basso?, dalle parti della difesa. Se Mazzarri non riuscirà da subito a porre un argine all’improvvisa e per certi versi inaspettata alluvione di gol subiti (magari con l’inserimento al posto di Campagnaro infortunato, di un altro “vecchio saggio” come Samuel), allora anche il certosino lavoro svolto fin qui per creare una ?silenziosa? e poco appariscente macchina da gol, risulterà in tutto o in parte vanificato.

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