L’Intertinente – Presente e futuro dell’Inter: giù le mani dal Toro Lautaro!

L’Intertinente – Presente e futuro dell’Inter: giù le mani dal Toro Lautaro!

Una rubrica per rafforzare un concetto: l’impertinenza di essere nerazzurri

di Alex Angelo D’Addio

Il Calcio estivo è una girandola di manifestazioni più o meno bagnate di ufficialità, che intrattiene gli appassionati, orfani di campionati e di coppe. A ciò, poi, si addiziona la dialettica del mercato, che rianima gli assonnati fermenti dei calciofili italiani ed esteri, e sovente spodesta le dinamiche – formali o meno che siano – del rettangolo verde.

Anche l’ultimo mese e mezzo ha confermato questa tendenza stagionale: nonostante il Mondiale femminile e la Coppa America abbiano inchiodato moltissimi tifosi davanti ai teleschermi, le voci di accordi e di trattative non cessano di moltiplicarsi e d’intensificarsi, a discapito della travolgente vivacità del seguito che sta accompagnando le edizioni succitate.

Proprio nella competizione americana, ad allietare i palati fini del Pallone ci ha pensato la definitiva esplosione di Lautaro Martinez, protagonista incontrastato dell’Argentina da poco epurata dal Brasile finalista: oltre alle pesanti e pregevolissime marcature – 4 reti in 5 gare, tra amichevoli e torneo continentale -, El Toro si è distinto per vigore e per determinazione di impadronirsi di un ruolo di primissimo ordine nella rappresentativa Albiceleste, tanto da riformulare le gerarchie e da surclassare la concorrenza in un reparto ove la compagine latina non soffre certo di penuria, sia in termini numerici che di qualità.

Seguendo la prassi sopra menzionata, dunque, le lusinghe di diverse società di vertice in Europa – spagnole ed inglesi su tutte – non hanno ovviamente tardato ad inquietare gli animi del popolo interista, che auspica non solo di trattenere il gioiello argentino, ma di ammirarne la costante maturazione e di poter essere testimone della sua consacrazione.

Le indiscrezioni parlerebbero di un Barcellona particolarmente intenzionato al saldo della clausola rescissoria – ammontante a 110 milioni di Euro -, e che avrebbe insignito Messi della carica di ambasciatore in pectore per convincere il 22enne di Bahia Blanca ad accettare la corte blaugrana. Senza dimenticare, poi, le adulazioni provenienti da Oltremanica.

Sebbene la veridicità di queste fonti vada accertata, certo è che, per i piani e per le aspirazioni della nascente Inter targata Conte-Marotta, Martinez rappresenti un incommensurabile patrimonio da custodire, preservare, e valorizzare, nella consapevolezza che il desiderio di un immediato ritorno alla vittoria passi dall’abilità dirigenziale di saper proteggere i talenti dai richiami delle sirene dei petrodollari e delle agevolazioni fiscali.

Con questo non si vuole intendere che un’eventuale offerta di quelle proporzioni venga bocciata aprioristicamente, anche perché andrebbe a cozzare con le omelie alla sobrietà economico-finanziaria tanto comuni nelle recenti annate. Di contro, però, il blasone dell’Inter impone di blindare le gemme scintillanti della propria collezione, non incorrendo nel depauperamento dell’organico e nel ridimensionamento delle aspirazioni nerazzurre.

Per cui, giù le mani da Lautaro: il Toro ha bisogno ancora dell’arena di San Siro per contornare di gloria il suo avvenire.

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