Hleb si ritira dal calcio giocato: quel “gran rifiuto” che ha cambiato la storia dell’Inter. E Sneijder ringrazia…

Nei giorni scorsi Aleksandr Hleb ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Il destino del calciatore bielorusso si è incrociato con l’Inter nell’estate 2009/2010

di Nunzio Corrasco, @ncorrasco

Nei giorni scorsi Aleksandr Hleb ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato, a 38 anni, dopo l’ultima stagione disputata all’Islac, in Bielorussia. Pur non avendo mai giocato all’Inter, il nome di Hleb risulta piuttosto familiare ai tifosi nerazzurri ed evoca dolci ricordi: quelli della stagione 2009/2010, quando la squadra allenata da José Mourinho riuscì ad entrare nella storia del calcio italiano ed europeo, realizzando il Triplete.

Il destino di Alexander Hleb si incrocia con l’Inter proprio nell’estate del 2009, quando il club nerazzurro ed il Barcellona iniziarono a trattare Zlatan Ibrahimovic: l’attaccante svedese, infatti, aveva deciso di concludere la sua esperienza a Milano, scegliendo proprio il Barça per coronare il sogno di alzare al cielo la Champions League. Massimo Moratti e l’allora presidente del club catalano, Jaon Laporta, trovano in tempi brevi un accordo di massima sulle cifre dell’operazione, ma oltre alla parte economica, nella trattativa sarebbero dovute rientrare due contropartite tecniche: Samuel Eto’o e Alexander Hleb. Il calciatore bielorusso, infatti, era stato individuato da Mourinho come il fantasista perfetto da schierare nel suo undici titolare.

Nella prima fase di quella sessione estiva di calciomercato, il profilo accostato con maggiore insistenza all’Inter era stato quello di Deco, ma alla fine il ricongiungimento tra l’ex calciatore del Porto e lo Special One non si è mai realizzato. A quel punto, dunque, i nerazzurri hanno sondato altri profili e quando è nata la trattativa con il Barcellona per Ibrahimovic, nella testa dell’Inter si è subito fatta largo l’ipotesi di inserire Hleb nei discorsi con Laporta. Operazione destinata a concludersi? Era facile immaginarlo, ma la storia è stata diversa. Dopo alcuni giorni di tira e molla, infatti, è arrivato il “gran rifiuto” di Hleb che ha preferito trasferirsi allo Stoccarda, rispondendo con un secco no alle avance dei nerazzurri.

Dopo il no di Hleb all’Inter, la trattativa per la cessione di Ibrahimovic al Barcellona si è comunque conclusa, con il club nerazzurro che ha incassato 46 milioni di euro, più il cartellino di Samuel Eto’o. La storia ci ha poi raccontato come il rifiuto di Hleb sia stato assolutamente provvidenziale per l’Inter che nell’ultima fase di quella sessione di calciomercato si è catapultata su Wesley Sneijder. Il folletto olandese, infatti, è stato acquistato dal Real Madrid ed è diventato uno dei pilastri di quella leggendaria squadra capace di vincere tutto sotto la guida di José Mourinho.

E Hleb? Di certo quel rifiuto all’Inter ha rappresentato una svolta negativa nella sua carriera, oltre ad un grande rimpianto. È stato proprio lui ad ammetterlo nel corso di un’intervista rilasciata nel marzo del 2018 ai microfoni di “Tuttomercatoweb.com“, nella quale ricorda che San Siro poteva essere il suo stadio nel 2010: “Ricordo molto bene. È vero, poteva essere il mio stadio, l’Inter la mia squadra. E l’idea di lavorare con Mourinho era sicuramente interessante. Oggi non so spiegarmi perché non sono andato all’Inter. Diciamo che all’epoca non avevo la testa giusta, non pensavo come un adulto. Il rimpianto è grande, non lo posso negare. L’Inter ha vinto tutto e io ho commesso un errore“.

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