1 Giugno 2019

Il PAGELLONE nerazzurro: Handanovic e Skriniar il top, Icardi e Perisic horror. Quante insufficienze!

Tiriamo le somme della stagione che si è conclusa con l'ingresso dei nerazzurri in Champions League: molte delusioni, ma non mancano le note liete

CENTROCAMPO

Nainggolan

Brozovic 6,5 – Il vero insostituibile nell’Inter di Spalletti. Dai suoi piedi passa un’infinità di palloni, che vengono puntualmente gestiti con intelligenza. Idee a non finire in una mediana troppo povera di tecnica intorno a lui. E non finisce qui: con una media di 11,864 km a partita, il croato è persino il giocatore che ha corso di più in Serie A. Qualità e quantità in quella che pur non essendo stata la sua miglior stagione, lo ha certificato come uno dei leader tecnici del gruppo.

Nainggolan 5,5 – Non è facile esprimere un giudizio definitivo sul belga. Una cosa è certa: da lui ci si aspettava molto di più. Complici alcune vicende extra-campo e diversi infortuni che lo hanno frenato però, Radja ha dato l’impressione di aver giocato con il freno a mano tirato. Quando ha giocato è stato spesso decisivo realizzando 7 gol (6 dei quali decisivi per il risultato finale) e 3 assist: se l’Inter è in Champions, lo deve anche a lui. In attesa della sua versione migliore, sempre che ancora si possa sperare di vederla.

Vecino 6 – Vanno bene la Garra Charrua, il suo spirito ed alcuni gol assolutamente memorabili, come quello all’ultimo minuto con il Tottenham e quello nel derby. Ma tutto questo è troppo poco per strappare più della sufficienza, visto che le sue prestazioni sono spesso caratterizzate da svariati errori nel fraseggio e nella gestione del pallone. Da lui ci si attendeva una crescita da questo punto di vista, che non si è ancora vista.

Gagliardini 6 – Sempre più defilata la posizione di Gagliardini nell’Inter di Spalletti. Escluso dalla lista Champions, considerato ultimo nelle gerarchie a centrocampo. Nelle 15 presenze che mette insieme però, alterna prestazioni incoraggianti, come le due doppiette al Genoa fra andata e ritorno, ad altre disastrose, come nelle disfatte con Atalanta e Napoli. Saprà Conte resuscitarlo, o questa sarà l’estate del suo addio?

Borja Valero 5,5 – A parte che contro la Roma, lo spagnolo agisce meglio quando viene inserito a partita in corso, piuttosto che da titolare. Quando è chiamato ad entrare per gestire il pallone, sono rare le giocate banali o poco intelligenti. E’ la dimostrazione del fatto che, se dosato a poco a poco e non considerato come titolare inamovibile, possa ancora dire la sua a buoni livelli.

Candreva 4,5 – Messo da parte, fischiato dal suo stesso pubblico ad ogni giocata nelle poche occasioni in cui è sceso in campo: la stagione di Candreva è stata anonima. Una sola gioia, illusoria: la rete al Bologna alla terza giornata, che ha fatto pensare ad un periodo di riscatto per lui. 29 apparizioni totali, contributo pressoché nullo per la causa. Esperienza all’Inter finita?

Joao Mario 5 – A proposito di stagioni anonime: chiamato anche lui ad uno scatto d’orgoglio, non riesce invece a ritagliarsi uno spazio significativo e, quando è chiamato in causa, non fa poi molto per meritarselo. Ad esclusione di una partita: Inter-Genoa 5-0, a novembre, quando mette a segno un gol ed addirittura 3 assist. Unica partita in cui ha mostrato carattere, voglia e spunti.